Zelensky propone una tregua nel Mar Nero, ma Putin non risponde

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto alla Russia una tregua reciproca sugli attacchi agli obiettivi civili nel Mar Nero, ma da Mosca non è arrivata ancora alcuna risposta. La proposta riguarda lo stop alle azioni contro le navi civili e punta a ridurre la tensione in un’area diventata sempre più delicata per gli scambi marittimi e per il trasporto del grano. L’iniziativa arriva mentre proseguono gli attacchi reciproci tra Ucraina e Russia nel Donbass e nei territori russi, dopo il fallimento degli ultimi tentativi di avvicinamento diplomatico.

La proposta di Kiev per fermare gli attacchi nel Mar Nero

L’Ucraina avrebbe trasmesso a Vladimir Putin la richiesta di un accordo limitato attraverso un Paese terzo, proponendo che entrambi gli eserciti interrompano gli attacchi contro le navi civili nel Mar Nero. La misura non rappresenterebbe un cessate il fuoco generale, ma un’intesa specifica concentrata su uno dei fronti più sensibili del conflitto. Secondo quanto riferito, l’obiettivo della proposta sarebbe quello di creare condizioni più sicure per la navigazione commerciale e per una rotta fondamentale per l’uscita dei prodotti agricoli ucraini.

La questione riguarda in particolare il trasporto del grano, settore colpito dalla nuova escalation contro navi e porti. Le esportazioni ucraine di grano sono crollate del 76% rispetto a un anno fa, mentre il Mar Nero è diventato un’area sempre più rischiosa per le imbarcazioni mercantili. La proposta di Zelensky arriva quindi in un momento in cui la sicurezza delle rotte marittime è collegata direttamente alla possibilità di far uscire dal Paese grandi quantità di cereali destinati ai mercati mondiali.

Il peso del grano ucraino e delle rotte commerciali

Il blocco delle esportazioni attraverso il Mar Nero ha lasciato l’Ucraina con grandi quantità di grano senza una via sicura per il trasporto fuori dal Paese. Le alternative terrestri passano attraverso alcuni Paesi europei che hanno già sperimentato tensioni legate alla presenza del grano ucraino sui propri mercati, come nel caso della Polonia. La difficoltà nel trovare percorsi alternativi rende centrale il controllo delle rotte marittime e aumenta l’importanza di eventuali accordi limitati tra le parti.

La tregua proposta da Kiev riguarda quindi un ambito specifico del conflitto, quello degli obiettivi civili nel Mar Nero, dove gli attacchi hanno coinvolto infrastrutture e collegamenti fondamentali per il commercio. La richiesta arriva mentre il confronto militare resta aperto su altri fronti e mentre non risultano passi avanti nei precedenti tentativi diplomatici. Al momento, l’assenza di una risposta da parte di Mosca lascia la proposta ucraina in attesa di un possibile sviluppo.

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