Crediti deteriorati in Europa, Italia in controtendenza

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel panorama finanziario europeo, il volume dei crediti deteriorati, un indicatore cruciale della salute economica delle nazioni, ha registrato un incremento significativo, raggiungendo i 373 miliardi di euro. Questo aumento, pari a 16 miliardi di euro, è stato determinato principalmente dai dati forniti dalle banche tedesche e francesi. Tuttavia, in un contesto di generale peggioramento, l'Italia si distingue per una tendenza opposta e positiva.

Nel primo semestre del 2024, infatti, le banche italiane hanno registrato una riduzione dei crediti deteriorati pari a 5,1 miliardi di euro, portando il totale a 41 miliardi di euro. Questo risultato, emerso dal rapporto presentato ieri da Banca Ifis a Cernobbio durante l'Npl Meeting intitolato «Step Forward», evidenzia la solidità finanziaria del sistema bancario italiano, in netto contrasto con la situazione europea.

Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, ha sottolineato l'importanza di un salto in avanti nella sostenibilità sociale, evidenziando come l'industria dei crediti deteriorati debba rafforzare l'approccio al social banking per favorire l'inclusione. In questo contesto, Marcello Grimaldi, presidente di Unirec, ha rassicurato sugli effetti della direttiva Ue sugli Npl, recepita in Italia, che prevede una maggiore fluidità del mercato e un'apertura alla concorrenza, dove anche le aziende di minori dimensioni potranno offrire soluzioni specializzate e su misura.

La situazione italiana, dunque, rappresenta un esempio virtuoso di gestione dei crediti deteriorati, in un panorama europeo caratterizzato da difficoltà crescenti.

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