Genoa-Roma, il caso arbitrale infiamma il post-partita: l’Aia ammette l’errore sul mancato rigore per tocco di mano di Malinovskyi
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Redazione Sport
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La ventottesima giornata di Serie A si chiude con un strascico di polemiche destinato a tenere banco per l’intera settimana, concentrato principalmente sugli episodi arbitrali che hanno caratterizzato il successo interno del Genoa sulla Roma per due a uno. Se il derby di Milano ha offerto spunti e retroscena grazie alle telecamere di Bordocam, con un Massimiliano Allegri assoluto protagonista della serata di San Siro, è stata la sfida di Marassi a catalizzare l’attenzione per un errore tecnico riconosciuto ufficialmente. A gettare benzina sul fuoco ci hanno pensato le immagini e gli audio diffusi durante l’ultima puntata di Open Var su DAZN, programma che ha svelato il cortocircuito tra le decisioni prese in campo e quanto realmente accaduto nell’area di rigore ligure. I vertici arbitrali, nella persona di Mauro Tonolini, componente della Can A e B, non hanno potuto fare a meno di constatare l’evidenza: sul tiro ravvicinato di Koné, il centrocampista rossoblù Malinovskyi ha toccato il pallone con un braccio, anzi con entrambi, in modo platealmente punibile.
“Il braccio sinistro è fuori sagoma, la deviazione non è un‘attenuante”: l’analisi di Tonolini che condanna la direzione di Colombo
L’esame dell’episodio, condotto in studio con la consueta lente di ingrandimento, ha evidenziato una verità processuale difficile da contestare. Tonolini, nel rivedere le immagini, ha spiegato come l’arbitro Andrea Colombo, probabilmente per una questione di posizione in campo non perfettamente centrale rispetto all’azione, avesse inizialmente valutato il tocco come non sanzionabile. Una percezione, quella del direttore di gara, che non è stata corretta nemmeno dalla Sala Var, dove Paolo Mazzoleni, ascoltando i protocolli, aveva giustificato l’inerzia sottolineando una presunta deviazione sul petto del giocatore del Genoa prima dell’impatto con l’arto. Una lettura che Tonolini ha smontato punto per punto: “Il fatto che ci sia una deviazione non va a sanare la punibilità di questo intervento”, ha dichiarato senza mezzi termini. Il braccio sinistro di Malinovskyi, così come il destro, si muovevano in opposizione al tiro, risultando inequivocabilmente fuori dalla sagoma del, un movimento innaturale che, secondo le direttive attuali, rende il fallo punibile a prescindere da eventuali deviazioni.
Dalla spiegazione tecnica emerge un quadro chiaro di come l’errore sia stato doppio: prima nella valutazione istantanea di Colombo, che non ha concesso il penalty, e poi nella mancata correzione da parte del Var, che avrebbe dovuto richiamare il collega al monitor per una revisione. Non si è trattato di una questione interpretativa, ma di un vero e proprio mancato riconoscimento di un’irregolarità evidente, un episodio che al momento del fattaccio vedeva il punteggio fermo sull’uno a uno e che avrebbe potuto consegnare un vantaggio decisivo alla squadra di Claudio Ranieri. La trasmissione ha quindi restituito la dimensione di un errore definito “pesante” dallo stesso Tonolini, gettando un’ombra sulla prestazione della squadra arbitrale e riaccendendo il dibattito sull’utilizzo della tecnologia in situazioni dove la chiarezza dell’immagine non dovrebbe lasciare spazio a dubbi.
De Rossi e la vittoria amara per i tifosi giallorossi: “Sarei ipocrita a non essere felice, questo è il mio lavoro”
A rendere ancora più densa la trama di una serata emotivamente complessa ci hanno pensato le dichiarazioni del tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, tornato da avversario al Ferraris per la prima volta dopo la sua esperienza sulla panchina della Roma. L’ex capitano giallorosso ha dovuto gestire non solo l’aspetto tattico di una partita preparata con cura, ma anche il peso specifico di un confronto che per lui, uomo-simbolo della storia capitolina, rappresentava un bivio sentimentale. Nel post-partita, intervistato prima da Sky e poi da DAZN, De Rossi è apparso sereno ma determinato a non nascondersi dietro a falsi pudori. Alla domanda su cosa provasse nell’aver battuto la squadra che ha rappresentato per una vita, la risposta è stata un esercizio di onestà intellettuale: “Se devo dire che sono dispiaciuto farei soltanto la figura dell’ipocrita. Io non sono felice perché la Roma ha perso, ma perché io ho vinto, e questa è una cosa che mi rende felice”.
Il tecnico, che ora siede su una panchina che definisce speciale e dove dice di ritrovare sensazioni simili a quelle provate a Trigoria, ha spiegato come, una volta scelta la carriera di allenatore, si debba mettere in conto di incrociare il proprio passato. “Non voglio minimizzare quello che è stato per me la Roma, ma non posso neanche passare il tempo a giustificarmi”, ha aggiunto, evidenziando come i suoi ragazzi, che hanno messo in campo intensità e sacrificio, meritassero quei tre punti fondamentali per allontanarsi dalla zona calda della classifica. Una posizione chiara e scevra da retorica, che fotografa la realtà del mestiere: l’affetto per una piazza non può e non deve intaccare la professionalità e l’ambizione di chi, in quel momento, lavora per un altro club. De Rossi ha poi spostato l’attenzione sulla prestazione del suo gruppo, sottolineando come la vittoria fosse stata preparata nei dettagli, con cambi studiati a tavolino e la consapevolezza di dover attingere a tutte le risorse della rosa per sopperire alla qualità di un avversario forte come la Roma.
Il derby e la classifica: il Milan accorcia, bagarre per l’Europa mentre il Verona si avvicina pericolosamente al Genoa
Se Marassi è stato il teatro della polemica tecnica, il resto della domenica ha consegnato altri verdetti importanti per gli equilibri del campionato. La notizia principale, in termini di classifica, resta la vittoria del Milan nel derby della Madonnina: un gol di Estupiñán è bastato ai rossoneri per avere la meglio sull’Inter e riaprire di fatto le speranze per il primo posto, accorciando a sette lunghezze il distacco dai cugini. Una partita vissuta con pathos da un San Siro gremito, con ospiti d’eccezione come Sergio Ramos e Del Piero a impreziosire la serata, e con Allegri, ex tecnico della Juventus, a rubare la scena nei momenti di intervallo grazie alle telecamere di Bordocam che ne hanno immortalato lo show. Alle spalle delle milanesi, la lotta per un piazzamento in Champions League si fa sempre più serrata: il Napoli consolida il terzo posto, mentre Roma, Como e Juventus – quest’ultima reduce da un netto quattro a zero sul Pisa – sono racchiuse in un solo punto, a testimonianza di un equilibrio che promette scintille fino alla fine.
Sul fronte opposto, il successo del Genoa, al di là delle recriminazioni romaniste, assume un valore doppio per la squadra di De Rossi. I tre punti conquistati consentono ai liguri di agganciare Cagliari e Torino a quota trenta, mantenendo un margine di sicurezza sulla zona retrocessione, anche se l’Hellas Verona, vincendo a Bologna, si è portato a sole dodici lunghezze, accorciando pericolosamente le distanze. Una situazione di classifica che obbliga a non abbassare la guardia, come riconosciuto dallo stesso De Rossi in conferenza stampa, già proiettato alla prossima sfida di Verona: un impegno che definisce insidioso contro una squadra data per spacciata ma capace di mettere in difficoltà chiunque. In questo contesto, l’errore arbitrale di Marassi rischia di pesare non solo sull’umore della Roma, ma anche sulla percezione di una classifica che, per i giallorossi, poteva essere molto più dolce.
Description: L’Aia ammette l’errore a Open Var: il tocco di mano di Malinovskyi su Koné era rigore. De Rossi: “Felice per la vittoria, non sarò ipocrita”. Le analisi e le reazioni.




