Rigore Bisseck-Ndicka, l’Aia conferma l’errore: Fabbri fermo, ma non è una punizione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domenica scorsa, l’Inter ha perso contro la Roma in un match che, oltre al risultato, ha lasciato strascichi polemici per una decisione arbitrale contestata. Al centro della bufera, il mancato fischio di rigore per un presunto fallo di Evan Ndicka su Yann Bisseck, azione avvenuta nell’area di rigore giallorossa durante i secondi tempi. Le immagini ripetute più volte hanno mostrato un contatto che, secondo l’interpretazione dell’Associazione Italiana Arbitri (Aia), avrebbe meritato l’assegnazione di un calcio di rigore.

Michael Fabbri, il direttore di gara designato per quella partita, non sarà impiegato nei prossimi turni, ma – stando a quanto riferito dai vertici arbitrali – non si tratterebbe di una sanzione formale. La pausa temporanea è stata decisa nonostante la valutazione complessiva della sua stagione rimanga positiva, così come la sua conduzione della sfida a San Siro, eccezion fatta per l’episodio cruciale.

La vicenda, però, si è complicata ulteriormente dopo le dichiarazioni di Giorgia Rossi, che ha sollevato dubbi sulla trasparenza del processo di revisione arbitrale. Secondo quanto riportato, alcune immagini ritenute fondamentali per una valutazione completa dell’episodio non sarebbero state fornite alla trasmissione incaricata dell’analisi. Una mancanza che ha alimentato sospetti, anche se le motivazioni ufficiali del diniego non sono state chiarite.

Intanto, le polemiche si allargano oltre il mero aspetto tecnico. Sabatini, noto per le sue posizioni spesso provocatorie, ha lanciato un’altra questione, chiedendo la pubblicazione degli audio tra arbitro e Var per fugare ogni dubbio. Ma non solo: ha rivolto critiche anche a Simone Inzaghi, pur riconoscendone i meriti, interrogandosi sulle scelte di mercato dell’Inter e sull’assenza di un ricambio generazionale in squadra.

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