Omicidio Scavo, brindisi in carcere e foto dopo la sparatoria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’omicidio Scavo continua a produrre sviluppi investigativi rilevanti: dopo la sparatoria nella discoteca Divine Club di Bisceglie, avvenuta all’alba del 19 aprile e costata la vita a Filippo Scavo, 43enne legato al clan Strisciuglio, gli inquirenti hanno documentato le reazioni opposte dei gruppi criminali coinvolti. In carcere, gli affiliati al clan Capriati avrebbero festeggiato l’accaduto con brindisi e fotografie condivise sui social, mentre i detenuti vicini agli Strisciuglio hanno manifestato il lutto con gesti simbolici.

Le reazioni in carcere dopo l’omicidio Scavo

Nelle ore successive all’omicidio, la Direzione distrettuale antimafia ha rilevato comportamenti significativi all’interno degli istituti penitenziari. Secondo quanto evidenziato dalla pm Bruna Manganelli, i detenuti riconducibili al clan Strisciuglio hanno espresso cordoglio rovesciando un biliardino, impedendone l’uso come segno di rispetto per la vittima. Un gesto che, per gli investigatori, assume un valore simbolico chiaro nel contesto delle dinamiche mafiose locali.

Brindisi e selfie dei Capriati: segnali monitorati dagli inquirenti

Parallelamente, elementi legati al clan Capriati avrebbero reagito in modo opposto, festeggiando in carcere con brindisi e scatti fotografici diffusi sui social. Questo comportamento è stato registrato dagli investigatori come ulteriore indicatore della tensione tra i gruppi rivali e della percezione dell’omicidio come episodio rilevante nello scontro in atto. Le immagini e le testimonianze raccolte rappresentano materiale utile per comprendere gli equilibri interni alle organizzazioni.

Operazione antimafia: arresti e collegamenti tra i clan

Le indagini sull’omicidio Scavo si inseriscono in un’operazione più ampia che ha portato all’arresto di 11 persone e al fermo di altre 3. Tra gli indagati figurano esponenti dei clan baresi Strisciuglio e Capriati, ritenuti responsabili degli ultimi episodi di violenza tra Bari e Bisceglie, tra cui anche l’omicidio di Lello Capriati, avvenuto il primo aprile 2024. Gli investigatori stanno ricostruendo i legami tra i due delitti per delineare un quadro unitario dell’escalation criminale.

Il ruolo del “tecnico dei droni” nell’organizzazione

Tra le persone coinvolte nell’operazione emerge anche la figura di un giovane incensurato, definito dagli inquirenti un “super-esperto” di tecnologie. Figlio di una farmacista e proveniente da un contesto considerato estraneo alla criminalità, avrebbe messo le proprie competenze al servizio del clan, gestendo droni utilizzati per introdurre droga e telefoni all’interno del carcere. Un elemento che evidenzia l’evoluzione delle modalità operative e l’uso di strumenti tecnologici per aggirare i controlli.

Escalation di violenza e segnali di allarme per la Dda

I comportamenti registrati dopo l’omicidio Scavo, insieme agli arresti e alle dinamiche emerse, sono stati interpretati dalla Dda di Bari come segnali di una possibile prosecuzione della spirale di violenza. Le reazioni contrapposte dei clan, sia all’esterno sia all’interno delle carceri, indicano una tensione ancora attiva e una competizione che continua a manifestarsi attraverso episodi simbolici e operativi.

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