Il record di Artemis, la Nutella mai stata così lontana dalla Terra
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un barattolo di Nutella, in questi giorni, che galleggia più in alto di qualsiasi altro suo simile nella storia dell’industria dolciaria. E lo fa a bordo della capsula Orion, nell’ambito della missione Artemis II, l’impresa spaziale che la Nasa ha voluto come antesignana di un ritorno umano sul nostro satellite. Durante il flyby – quel passaggio ravvicinato accanto alla Luna, trasmesso in diretta lo scorso 6 aprile 2026 – gli spettatori si sono trovati di fronte a un’immagine tanto insolita quanto virale: un contenitore di crema spalmabile, bianco e azzurro, che fluttuava indisturbato tra i membri dell’equipaggio, come se fosse lì per caso. Del resto, la scena è durata appena cinque secondi, ma è bastata a innescare una ridda di interpretazioni.
Un video virale tra dubbi di autenticità e reazioni ufficiali
La sequenza, rapidamente diffusa sui social network, ha sollevato immediatamente più di un interrogativo. C’è chi ha parlato di pubblicità occulta, chi invece ha evocato l’intervento dell’intelligenza artificiale, ricordando che ancora oggi resistono teorie secondo cui l’allunaggio dell’Apollo 11, nel lontano 1969, sarebbe stato ricostruito in uno studio cinematografico. Eppure, a differenza di quelle vecchie polemiche, stavolta il presunto “spot involontario” ha ricevuto una risposta diretta dal brand. L’account statunitense della Nutella ha rilanciato il filmato con lo slogan “Nutella is out of this world”, dichiarandosi “onorato di aver viaggiato più lontano di qualsiasi altra distribuzione nella storia”, portando “la diffusione dei sorrisi a nuove vette”. Nessuna smentita, insomma, ma un’orgogliosa rivendicazione del primato.
La crema spalmabile più lontana della Terra
Il dato, a conti fatti, è inoppugnabile: mai prima d’ora un barattolo di quella crema aveva raggiunto una distanza simile dal nostro pianeta. E non si tratta di un dettaglio marginale, se si considera che la missione Artemis II rappresenta il primo volo abitato attorno alla Luna dal programma Apollo. Gli astronauti, ora sulla via del ritorno, condividono lo spazio angusto della capsula con quel piccolo contenitore che – a differenza di loro – non ha bisogno di tute o sistemi di supporto vitale. Galleggia semplicemente, passando di sfuggita nell’inquadratura, regalando un’istantanea capace di mescolare tecnologia all’avanguardia e abitudini quotidiane.
Dalla provincia di Bergamo alla capsula Orion
Proprio mentre quella scena faceva il giro del web, in una gastronomia della provincia di Bergamo si seguivano i preparativi per il menù della domenica. Un contrasto solo apparentemente stridente, perché l’alimentazione – anche quella legata ai grandi marchi – è parte integrante dell’esperienza umana persino fuori dall’atmosfera. Del resto, la stessa missione Artemis II ha incluso altre particolarità gastronomiche, come l’idea di Tatsuhiko Ozaki di produrre in Toscana un vino bianco simile a quello del Monte Fuji. Ma nessuno di questi progetti ha ottenuto la visibilità istantanea regalata a quella crema spalmabile, diventata in poche ore protagonista di una diretta Nasa seguita da milioni di persone. La scena, per quanto breve, resta lì a testimoniare come a volte siano i dettagli più insoliti a catturare l’immaginario collettivo.




