L'ombra del caporalato sul lusso italiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Unione Sindacale di Base (USB) ha recentemente rivelato che il sistema degli appalti e dei subappalti, spesso utilizzato nelle produzioni collegate all'alta moda, è una modalità per ignorare ciò che realmente accade. Questo sistema, secondo l'USB, è spesso utilizzato per sfruttare i lavoratori migranti.

Caporalato nell'alta moda

La notizia che molte case dell'alta moda, da Armani a Alviero Martini, sono indirettamente coinvolte in casi di caporalato è stata riportata da diversi organi di stampa. Questo fenomeno non si limita alla filiera dei subappalti per la produzione di articoli di lusso made in Italy, ma si estende anche alle luci delle sfilate e dei casting fotografici.

Responsabilità dei grandi brand

Le inchieste stanno rivelando un sistema diffuso e ancora relativamente inesplorato. I grandi brand del settore devono assumersi le loro responsabilità, sia dal punto di vista legale che etico. Questo è il messaggio lanciato da Carlo Colopi, dirigente dell’Ispettorato del Lavoro di Milano, competente anche sulle province di Lodi e Monza-Brianza.

Il costo reale della lusso

Un esempio emblematico è quello di una borsa di Giorgio Armani venduta nei negozi a circa 1.800 euro. Ma quanto costa realmente produrre questa borsa? E chi la produce realmente? Un'operazione dei carabinieri ha portato all'amministrazione giudiziaria della Giorgio Armani Operations Spa, svelando che il costo di produzione di una borsa che Armani vende a 1.800 euro è di soli 93 euro. Questo mette in luce i margini enormi che caratterizzano il settore della moda di lusso.

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