Fotovoltaico, dal 2028 scatta l’uscita volontaria dal Conto energia per gli impianti incentivati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli impianti fotovoltaici incentivati con il Conto energia potranno uscire volontariamente dal sistema di sostegno a partire dal 2028. Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sulla fuoriuscita anticipata dal Conto energia introduce nuove regole per gli impianti con potenza superiore a 20 kW, collegando l’uscita dagli incentivi al rinnovo completo delle strutture esistenti.

La misura punta a ridurre la componente Asos degli oneri di sistema nelle bollette elettriche, cioè la quota destinata al sostegno delle fonti rinnovabili e della cogenerazione, e contemporaneamente a favorire interventi di ammodernamento tecnologico degli impianti fotovoltaici già presenti. Il decreto Mase del 10 agosto 2026, n. 262, attua quanto previsto dal decreto Bollette e stabilisce che la potenza complessiva interessata dalla nuova procedura non potrà superare i 10 GW.

Le condizioni per lasciare gli incentivi del Conto energia

La possibilità riguarda gli impianti ammessi ai primi quattro Conti energia, cioè quelli regolati dai provvedimenti che hanno accompagnato la crescita del fotovoltaico in Italia dal 2005 al 2011. I soggetti responsabili potranno chiedere la fuoriuscita anticipata dal meccanismo incentivante presentando una manifestazione di interesse al Gestore dei servizi energetici, secondo le modalità operative che saranno definite dal Gse.

L’accesso alla misura richiede però un intervento di rifacimento integrale dell’impianto. I lavori dovranno essere realizzati dal 1° gennaio 2028 entro il 31 dicembre 2030 e dovranno garantire un aumento della producibilità dell’energia rispetto alle prestazioni previste per il periodo residuo dell’incentivazione. Per gli impianti con moduli non collocati a terra o situati in aree agricole è richiesto un incremento minimo del 30%, mentre per gli altri impianti il livello richiesto arriva al doppio della produzione attesa nel periodo residuo.

Il ruolo del Gse e la selezione degli impianti

La procedura prevede due modalità di accesso. Gli impianti che hanno aderito agli schemi di rimodulazione delle tariffe premio previsti dal decreto Bollette potranno accedere direttamente alla fuoriuscita volontaria, mentre gli altri dovranno partecipare a una procedura competitiva gestita dal Gse per la quota di capacità ancora disponibile.

La gara dovrà svolgersi in modalità telematica entro il 30 giugno 2027 e prevede la presentazione di offerte basate su una riduzione percentuale rispetto al valore economico stabilito per ciascun impianto. Il Gse formerà una graduatoria valutando il beneficio atteso per il sistema elettrico, fino al raggiungimento del limite massimo disponibile. Nel caso di richieste superiori alla capacità prevista, sarà applicata una procedura competitiva anche agli impianti che avevano accesso prioritario.

Repowering e nuovi vincoli per i proprietari

Gli interventi di rinnovo non saranno una semplice sostituzione dei componenti esistenti, ma dovranno rispettare requisiti tecnici specifici. I nuovi moduli utilizzati dovranno essere iscritti nei registri previsti dalla normativa vigente e rispettare determinati requisiti territoriali e tecnici. La quota di energia prodotta grazie all’aumento di capacità ottenuto con il rifacimento dovrà inoltre essere oggetto di contratti di vendita a termine.

Il decreto stabilisce anche obblighi successivi all’intervento: i beneficiari dovranno mantenere gli impegni previsti per dieci anni dalla data di entrata in esercizio del nuovo impianto. In caso di mancato rispetto delle condizioni, il Gse potrà dichiarare la decadenza dai corrispettivi riconosciuti per la fuoriuscita anticipata.

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto il Gse dovrà pubblicare le regole operative con modelli, procedure e tempistiche per le richieste. Le stesse indicazioni definiranno anche le modalità per la comunicazione dell’entrata in esercizio degli interventi di rifacimento e per le verifiche sulla documentazione presentata dai proprietari degli impianti.

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