La manovra economica del governo si avvia all'approvazione: le stime Istat frenano gli entusiasmi sulla crescita
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Redazione Interno
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Il governo si appresta a varare la legge di Bilancio per il 2025, il cui passaggio in Consiglio dei Ministri è calendarizzato per il prossimo 13 ottobre. Questo iter, che procede secondo i tempi previsti, si sviluppa parallelamente alle audizioni in Senato sul Documento di programmazione di finanza pubblica, le quali stanno definendo il perimetro economico e le proiezioni di spesa. A precedere la riunione decisiva dell'esecutivo, un ulteriore vertice tra i leader della maggioranza di centrodestra e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, fissato a Palazzo Chigi per domani, mercoledì 8 ottobre, sotto la presidenza di Giorgia Meloni.
Le risorse della manovra e le stime Istat
Proprio dalle stime contenute nel documento programmatico emergono gli indirizzi della prossima manovra, la cui dotazione finanziaria si aggira intorno ai 16 miliardi. Una cifra che, secondo le valutazioni rese pubbliche dall'Istat, non sarebbe sufficiente a imprimere una spinta significativa all'economia. L'istituto ha infatti stimato che quell’intervento “non inciderà sul Pil” nel corso del 2026, il suo primo anno di piena applicazione. Persino nel biennio 2027-2028, gli effetti espansivi rimarrebbero marginali, attestandosi appena su un decimo di punto percentuale.
Come è finanziata la manovra
A illustrare la composizione della manovra è stato Stefano Menghinello, direttore del dipartimento per le statistiche economiche dell'Istat, precisando come l'operazione sia finanziata in sostanziale pareggio. Circa il 60% delle risorse proverrebbe da interventi di razionalizzazione della spesa, mentre la parte restante sarebbe coperta da misure sul versante delle entrate, lasciando intuire un impatto contenuto sul fisco.
L'accelerazione sulla spesa militare
Uno degli elementi di maggior rilievo è l'importante accelerazione sulla spesa militare. Il governo Meloni, nel rispetto degli impegni assunti con la Nato e con il presidente degli Stati Uniti Trump, ha previsto un aumento consistente degli stanziamenti per la difesa. L'obiettivo è portare l'attuale quota, che si assesta sul 2% del Pil, al 2,5% entro il 2028. Una scelta che significa destinare alle forze armate oltre 61 miliardi di euro l'anno, con un incremento complessivo di 12 miliardi distribuito nel triennio.




