Atto vandalico a Basovizza, Mattarella: "Squallide provocazioni non minano ricordo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Nonostante le squallide provocazioni, nessun gesto potrà mai offuscare il ricordo o attenuare la ferma condanna di quei tragici eventi". Con queste parole, pronunciate durante la celebrazione del "Giorno del Ricordo" al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto riferimento all’atto vandalico compiuto nei confronti del memoriale di Basovizza, luogo simbolo della memoria delle vittime delle foibe. Un gesto che, seppur grave, non riesce a scalfire l’importanza di una commemorazione che ogni anno riaccende i riflettori su una delle pagine più dolorose della storia italiana.

Proprio in occasione del 10 febbraio, data istituita per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, diverse iniziative hanno coinvolto scuole, istituzioni e associazioni in tutta Italia. All’Istituto Ginanni di Ravenna, ad esempio, si è tenuto un incontro tra studenti e testimoni diretti di quegli anni. L’architetto Mario Dugan, sopravvissuto alle persecuzioni, ha raccontato ai giovani presenti le vicende dei profughi italiani costretti ad abbandonare le loro case in Dalmazia, spesso privati di ogni bene e trasferiti in campi profughi attraverso viaggi disperati su navi o treni. Un racconto che, insieme agli interventi del vice prefetto Arnaldo Agresta e di Monica Vodarich dell’Associazione Linea Rosa, ha offerto una prospettiva vivida e toccante di un capitolo storico ancora poco conosciuto.

Non sono mancati, tuttavia, episodi che hanno offuscato il significato di questa giornata. A Filottrano, un atto vandalico ha deturpato lo striscione commemorativo appeso dall’associazione culturale Giarabub. La scritta “Onore ai martiri delle foibe”, esposta in prossimità della rotatoria di via Veneto, è stata alterata con una bomboletta spray rossa, lasciando intatta solo la rabbia e lo sconcerto di chi ha voluto mantenere il drappo danneggiato come monito per tutti. Un gesto che, come ha sottolineato il cantautore Simone Cristicchi, non deve però portare a generalizzazioni: "Sono sempre piccoli gruppi a manifestare il loro dissenso in modo scomposto. Demonizzare un’intera parte politica non sarebbe giusto. Serve invece agire sulla conoscenza dei fatti, per costruire una coscienza civile più ampia e consapevole".

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