Yemen, battaglia per Taiz: conquistato il forte di Sam'e, raid su Sana'a
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La guerra in Yemen torna a infiammarsi con una violenza che non si vedeva da anni. Nelle ultime ore, le forze governative yemenite, sostenute dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita, hanno strappato agli Houthi il controllo del forte di Sam'e, una posizione strategica situata a sud-est della città di Taiz. Secondo quanto riferito dall'agenzia filogovernativa Saba, nei violenti scontri che hanno preceduto la conquista «decine di miliziani degli Houthi sono rimasti uccisi o feriti», mentre altri combattenti del gruppo filo-iraniano sarebbero fuggiti dalla zona.
Il controllo della fortezza rappresenta un avanzamento significativo per le forze leali a Riad, che mirano a bloccare i tentativi degli Houthi di aggirare le loro linee difensive e a garantire la sicurezza delle vie d'accesso alla città.
Scontri feroci e un bilancio pesante
La conquista del forte di Sam'e è solo l'ultimo episodio di una battaglia che continua a mietere vittime su diversi fronti della provincia di Taiz. Fonti militari citate dalle agenzie internazionali riferiscono di combattimenti a distanza ravvicinata per il controllo delle alture che dominano le zone costiere. Nell'arco di ventiquattro ore, le perdite complessive tra le due fazioni hanno superato le ottanta unità, con le fonti governative che parlano di ventisei caduti tra le proprie fila e quelle degli Houthi che rivendicano almeno cinquantacinque morti tra i loro combattenti.
Il portavoce delle forze armate yemenite, Majed al-Nuzaili, ha reso noto che sono state condotte settantuno incursioni aeree e operative contro concentrazioni e rinforzi degli Houthi nella provincia, mentre la difesa aerea ha abbattuto quattro droni ostili sul fronte di Al-Shahla, nella provincia settentrionale di Al-Jawf.
Esplosioni nella capitale e raid sauditi
Mentre le battaglie infuriano al sud, la capitale Sana'a, controllata dagli Houthi, è stata scossa da una serie di forti esplosioni. L'emittente televisiva Al-Masirah, legata al gruppo ribelle, ha denunciato quella che ha definito una nuova «aggressione saudita», riferendo di raid aerei condotti dalle forze di Riad contro la città. Testimoni oculari hanno riferito di aver udito oltre sette deflagrazioni in rapida successione, con colonne di fumo visibili alzarsi dalle zone montuose di Al-Nahdaïne e Jabal Attan, dove si troverebbero siti militari degli Houthi.
Secondo la stessa emittente, gli attacchi avrebbero preso di mira anche la rete di telecomunicazioni nel governatorato di Saada, roccaforte del gruppo nel nord-ovest del Paese. Le autorità saudite non hanno rilasciato commenti immediati sulle accuse.
La risposta degli Houthi e il quadro del conflitto
La tensione tra Yemen e Arabia Saudita ha superato i confini yemeniti. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha annunciato in una dichiarazione televisiva che il gruppo ha lanciato un attacco con missili balistici e droni contro una struttura petrolifera della Saudi Aramco nella capitale saudita Riyadh, provocando incendi. Secondo Saree, l'operazione rappresenta una rappresaglia per i raid sauditi sul territorio yemenita e colpisce per la prima volta un impianto energetico nella zona di Riyadh.
Le autorità del regno hanno successivamente confermato lo scoppio di un incendio in un impianto di raffinazione, senza fornire dettagli sulle cause. Il conflitto yemenita, in corso dal 2014, era rimasto in una fase di relativa calma dopo la tregua mediata dalle Nazioni Unite nell'aprile 2022, ma l'escalation ripresa in luglio ha riportato gli scontri ai livelli degli anni più duri della guerra.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
