25 aprile, a Romano di Lombardia si canta "Bella ciao" nonostante il divieto. A Milano tensioni tra pro Palestina e Brigata Ebraica
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Redazione Interno
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Nonostante le indicazioni del comune di Romano di Lombardia, che aveva vietato l’esecuzione di "Bella ciao" in segno di rispetto per il lutto nazionale seguito alla morte di Papa Francesco, il corteo del 25 aprile ha intonato ugualmente il canto simbolo della Resistenza. Walter Torioni, presidente dell’Anpi locale, ha dichiarato di non aver trovato disposizioni governative o prefettizie che imponessero il silenzio sulla canzone, definendola "un canto d’amore", anche se non ancora universalmente riconosciuto come tale.
A Milano, intanto, la celebrazione della Liberazione è stata segnata da tensioni. Migliaia di persone hanno affollato piazza Duomo, dove gli interventi istituzionali sono stati più volte sovrastati dai fischi di un gruppo di giovani palestinesi. La contestazione si è ripetuta lungo il percorso del corteo, in particolare contro la Brigata Ebraica, accolta da cori come "Fuori i sionisti dal corteo" e "assassini", ai quali alcuni partecipanti hanno risposto gridando "Fuori gli ostaggi".
Tra i manifestanti pro Palestina è comparso anche Paolo Maurizio Ferrari, ex brigatista, già noto per la sua partecipazione a manifestazioni no green pass. Ferrari, oggi 79enne, non si è mai dissociato dalla lotta armata e ha scelto di unirsi alla causa palestinese, salendo sul carro che ha sfilato per le vie della città.




