Milano, tensioni al corteo del 25 aprile: contestazioni ai danni del Pd e slogan contro la Brigata ebraica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Milano, il corteo per il 25 aprile, nell’80esimo anniversario della Liberazione, è stato segnato da momenti di tensione, con polemiche e scontri verbali che hanno coinvolto gruppi antagonisti, la sinistra istituzionale e i rappresentanti della Brigata ebraica. Già dalla mattina, alcuni attivisti dei centri sociali avevano fatto circolare cartelli in cui definivano "agenti sionisti" personalità come la senatrice a vita Liliana Segre, il ministro della Difesa Guido Crosetto e giornalisti come Francesco Giubilei del Giornale.

Verso le 13.45, in corso Venezia, un nutrito schieramento di manifestanti – che si opponevano alla presenza della Brigata ebraica nel corteo – ha scandito slogan contro Israele, gridando "Fuori i sionisti dalla Palestina". Poco dopo, alle 14.00, i gruppi della Brigata ebraica e della Comunità ebraica milanese, presenti in forze, si sono preparati a unirsi al corteo, nonostante le proteste.

Un altro episodio di contestazione si è verificato quando alcuni attivisti del centro sociale Cantiere hanno bloccato il passaggio al furgone del Partito Democratico, impedendogli di posizionarsi all’interno del corteo. "Il Partito Democratico è la vergogna del 25 aprile, il 25 aprile non è di chi fa le zone rosse, di chi ci porta alla guerra", hanno urlato, prima che l’intervento del servizio d’ordine del sindacato permettesse allo spezzone di riprendere la marcia.

Nel frattempo, Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, intervenuta alla commemorazione di Porta San Paolo, ha ricordato il contributo degli ebrei alla Resistenza: "Oggi siamo qui per omaggiare il ricordo della Resistenza italiana ed ebraica, oltre 800 ebrei, Resistenza civile e intellettuale. Gli ebrei italiani hanno sempre contribuito e dato alla società italiana, anche con la guerra. Nella Brigata ebraica ricordiamo persone arrivate da ogni parte del mondo, venute a liberare l’Italia, e gli siamo tutti grati per il loro impegno e sacrificio".

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