Ghiaccio, l'oro di Miura-Kihara chiude fuori dalla top five Conti-Macii e Ghilardi-Ambrosini
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Redazione Sport
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Il verdetto della Milano Ice Skating Arena di Assago non lascia spazio a interpretazioni: l'ascesa al trono olimpico del pattinaggio di figura, nella specialità delle coppie, porta la firma dei giapponesi Riku Miura e Ryuichi Kihara, capaci di riscrivere le gerarchie con una rimonta che profila i tratti dell'impresa. Per l'Italia, e in particolare per i due binomi azzurri scesi in pista, la serata si tinge invece dei colori spenti di un risultato che, pur onorevole, si ferma lontano dal podio. Sara Conti e Niccolò Macii, che pure avevano assaporato la gioia del bronzo nel team event nei giorni scorsi, concludono la loro fatica olimpica al sesto posto, mentre Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini scivolano in dodicesima posizione, pagando a caro prezzo qualche incertezza di troppo in una gara dal tasso tecnico elevatissimo -1-4.
La matematica, si sa, è spesso una crudelissima giudice nello sport. Partiti dall'ottava piazza dopo lo short program, gli allievi di Barbara Luoni si affidano alla suggestione delle note di "Caruso" per tentare l'aggancio alla zona medaglie, ma il responso del libero racconta di una prestazione che non riesce a decollare. Se il triplo twist, chiamato di livello 4, rappresenta un avvio promettente, sono gli elementi di salto a tradire le aspettative del pubblico di casa: qualche sbavatura tecnica, una precisione non perfetta nell'atterraggio e nella ripartenza, e quei punti preziosi che se ne vanno, inesorabilmente, a ingrossare il divario dalle posizioni che contano. Il punteggio complessivo di 203,19, se da un lato permette a Conti e Macii di guadagnare due posizioni rispetto al giorno precedente, dall'altro certifica l'impossibilità di insidiare le prime tre, cristallizzando la coppia azzurra in una sesta piazza che sa di promessa mantenuta a metà -10.
Dall'altra parte del ghiaccio, l'epilogo per Ghilardi e Ambrosini assume i contorni di una dolceamara conclusione. Il loro programma libero, interpretato con la passione del flamenco sulle note di "Poeta en el mar", regala momenti di autentica emozione artistica, tanto da strappare le lacrime di gioia ai due atleti al termine dell'esibizione -5. Eppure, il responso della classifica è impietoso: il dodicesimo posto finale rappresenta una flessione di due posizioni rispetto al corto, un arretramento che fotografa le difficoltà incontrate nell'esecuzione di alcuni passaggi chiave. Per loro, che avevano già assaporato l'atmosfera olimpica a Pechino 2022, l'aver gareggiato davanti al pubblico italiano resta un traguardo dal valore inestimabile, ma la prestazione, pur intensa, non basta per competere con l'élite mondiale -6-9.




