Olimpiadi 2026, a Trento il programma "Gimme Five" tra cultura e maxi-schermo in piazza
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Redazione Sport
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Mentre le montagne della Val di Fiemme si preparano ad ospitare le gare di fondo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, il capoluogo trentino, che alcuni avevano percepito forse troppo defilato, ha infine svelato la sua strategia per essere parte attiva dell’evento. L’annuncio, giunto in settimana dal sindaco e dalla vicesindaca, è stato accolto con favore dalla maggioranza, la quale, tramite il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, ne ha sottolineato la necessità di un approccio basato sul metodo e sul gioco di squadra. Un’occasione, questa, che richiedeva infatti un confronto ampio, considerando la portata internazionale dei Giochi e la loro potenziale ricaduta sull’intero territorio provinciale.
Il calendario degli eventi in città
La risposta concreta si chiama “Gimme Five”, una rassegna che, a partire dal prossimo 6 febbraio e fino a fine marzo, mira a fare di Trento una vetrina simbolica e integrante della kermesse olimpica e paralimpica. Il cuore pulsante dell’iniziativa sarà piazza Cesare Battisti, dove verrà installato un maxi-schermo per seguire in condivisione le competizioni sportive, creando così un punto di aggregazione fisico attorno all’emozione delle gare. Attorno a questo fulcro, si articolerà un calendario di eventi che spazierà dal cinema alla letteratura, passando per momenti di dibattito e approfondimento culturale.
I talk e le assenze che fanno discutere
Proprio la componente culturale, però, ha sollevato qualche perplessità, poiché i cinque talk in programma – i cui titoli evocano temi come “Sport e inverno demografico” o “L’inverno della diplomazia” – sembrano muoversi su un piano prevalentemente sociologico e distaccato dalla celebrazione dello sport. Alcuni osservatori hanno notato, non senza una punta di rammarico, l’assenza tra gli ospiti degli atleti trentini che hanno fatto la storia delle Olimpiadi invernali; una scelta che, se da un lato privilegia la riflessione astratta, dall’altro rischia di privare il pubblico di quel contatto diretto con i campioni che più di ogni altra cosa incarna lo spirito dei Giochi.
Una vetrina tra sport e società
La rassegna, nel suo complesso, rappresenta comunque il tentativo di andare oltre la semplice trasmissione degli eventi sportivi, cercando di innestare i grandi temi sollevati dall’appuntamento olimpico – dalla geopolitica alle trasformazioni sociali – nel dibattito cittadino. Si tratta, in definitiva, di un’operazione che punta a posizionare Trento non solo come punto di passaggio per gli appassionati diretti verso le stazioni sciistiche, bensì come luogo di elaborazione culturale legata al fenomeno sportivo globale, in un momento in cui l’attenzione del mondo, complici anche le nuove relazioni internazionali con un’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, è puntata sull’Italia.
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