Ferrari, il mercato fatica a digerire il piano al 2030 nonostante il rimbalzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo la batosta di Piazza Affari, che aveva visto il titolo Ferrari sprofondare di un preoccupante 15,4% in una sola seduta, il Cavallino ha tentato un timido recupero, aggrappandosi a un più uno percentuale che ha riportato il valore a sfiorare i 354 euro. Quella del listino milanese, tuttavia, appare come una tregua piuttosto fragile, un respiro prima di tornare a valutare le ambizioni di lungo periodo svelate nel corso del Capital Market Day, le quali, sebbene coerenti con la tradizione del costruttore di Maranello, hanno lasciato gli investitori con più interrogativi che risposte.

Un piano che divide gli analisti

La nuova rotta tracciata dall’amministratore delegato Benedetto Vigna, insieme al chief financial officer Antonio Picca Piccon, delinea infatti una crescita più graduale e, per certi versi, più conservativa rispetto a quanto il consensus si aspettasse. Le proiezioni per il 2030, che si collocano al di sotto delle attese per quanto concerne i ricavi, l’EBITDA, gli utili per azione e il free cash flow cumulato, hanno spinto numerose banche d’affari a rivedere al ribasso i propri target price sul titolo. C’è chi, però, nonostante le cifre meno rosee, continua a scorgere un potenziale rialzista, sottolineando come il precedente piano, definito a suo tempo “ambizioso” proprio da Vigna, sia stato in realtà raggiunto con un anno di anticipo rispetto al previsto.

L’attesa per la prima elettrica

In questo quadro finanziario incerto, l’evento non ha svelato l’aspetto della prima vettura interamente elettrica, il cui debutto è atteso per l’inizio del 2026, ma ne ha anticipato la piattaforma e alcune caratteristiche tecniche di fondo. Quello che emerge è l’intenzione di creare un’auto dalle prestazioni da hypercar, con una meccanica definita incredibile, ma al tempo stesso concepita per essere una gran turismo a quattro posti, una scelta che la porrebbe in una posizione peculiare nel panorama delle EV. Si tratterebbe, in sostanza, di un modello sportivo ma adatto a un uso familiare, una combinazione che il marchio intende esplorare per ampliare il proprio bacino d’utenza senza tradire la propria essenza.

Il confronto con le rivali

Ancor prima di poterne ammirare le linee, la “Ferrari Elettrica” si appresta a entrare in un segmento di mercato ancora esiguo, quello delle hyper GT a batteria, dove dovrà misurarsi con poche, selezivate concorrenti. La sfida italiana si giocherà tutta sulla capacità di unire l’ineguagliabile patrimonio del Cavallino Rampante in termini di emozione di guida e prestazioni con le esigenze, completamente nuove, della trazione elettrica. La domanda che molti si pongono, osservando i dati tecnici finora trapelati, è se questa nuova creatura avrà davvero tutte le carte in regola per primeggiare in un territorio così inesplorato, riuscendo a imporsi come un riferimento assoluto non solo per i puristi del motore, ma anche per una nuova generazione di clienti.

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