Il mercato auto europeo di gennaio tra il rimbalzo di Stellantis e l’assalto cinese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il primo mese del 2026 si chiude per il settore automobilistico europeo con un segno meno, sebbene l'analisi dei dati, quelli diffusi dall’ACEA e incrociati con le rilevazioni di Dataforce, riveli dinamiche tutt'altro che uniformi e anzi, per certi versi, diametralmente opposte a seconda dei costruttori presi in esame -4-5. Le 961.382 vetture immatricolate, che segnano un calo del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raccontano infatti solo una parte della storia, quella di un mercato che arretra, ma all'interno del quale si consumano vere e proprie battaglie per la conquista di quote e posizioni -8. Se da un lato si registra il tonfo di alcuni attori tradizionali, dall'altro emerge con prepotenza l'avanzata dei costruttori cinesi e si consolida il cauto ottimismo di Stellantis, la cui performance positiva in Borsa, con un rialzo del 5%, è stata trainata dalle dichiarazioni dell'amministratore delegato Antonio Filosa -6.

Proprio Filosa, commentando i risultati del secondo semestre 2025 e l'avvio del nuovo anno, ha voluto sottolineare quello che ha definito un "incoraggiante rimbalzo" della quota di mercato del gruppo, un trend positivo registrato a gennaio e che, nelle previsioni del manager, dovrebbe proseguire anche nel mese di febbraio -1. Alla base di questa rinnovata fiducia vi sarebbero i dati relativi agli ordini, in particolare per i nuovi modelli dell'offensiva di prodotto, come la Grande Panda e la Frontera, segno che la strategia del gruppo italo-franco-americano sta cominciando a trovare riscontro sul mercato -5-10. È lo stesso Filosa a ricordare come, nel secondo semestre del 2025, il gruppo fosse già tornato a una crescita del fatturato, uno slancio che, a suo dire, non si sarebbe esaurito con il cambio di calendario, ponendo così le basi per un 2026 all'insegna della profittabilità, un obiettivo dichiarato dopo un anno di assestamento -1-6.

Il recupero di Stellantis, evidente in Paesi chiave come l'Italia dove il mercato generale ha fatto registrare un +6,2%, si inserisce in un quadro europeo complesso, dove le performance dei singoli mercati nazionali procedono a ritmi differenti -4. Se la Francia e la Germania, due dei motori del continente, mostrano entrambe una flessione del 6,6%, a trainare il parziale positivo ci pensano la crescita italiana, appunto, ma anche quelle più contenute della Spagna e del Regno Unito -4. Questo scenario frammentato è lo specchio di un settore in piena trasformazione, dove le preferenze dei consumatori, gli incentivi statali e l'offerta dei costruttori si combinano in modo diverso da Paese a Paese.

Il sorpasso cinese e il momento no di Tesla

Mentre il gruppo guidato da Filosa cerca di consolidare il proprio rilancio, la vera notizia, quella che occupa le prime pagine delle analisi di settore, è l'inarrestabile ascesa dei marchi cinesi, con BYD in assoluto protagonista. Il colosso di Shenzhen ha letteralmente polverizzato i propri record precedenti, mettendo a segno un incremento delle immatricolazioni che, a seconda delle fonti, si attesta tra il 165% e il 175%, con volumi che sfiorano le 18.000 unità e una quota di mercato che si porta all'1,9%, più del doppio rispetto a un anno fa. Una crescita esponenziale, quella di BYD, che non è un caso isolato ma il simbolo di un'offensiva generale: marchi come Leapmotor, che tra l'altro è partecipata da Stellantis, Jaecoo e Omoda registrano aumenti a tre cifre, contribuendo a portare la fetta di mercato dei costruttori cinesi a un complessivo 7,4%, quasi il doppio rispetto al gennaio 2025.

A fronte di questa avanzata, che si gioca prevalentemente sul terreno delle auto elettrificate, con le ibride plug-in a fare da traino grazie a una crescita del 32,2%, le difficoltà di Tesla appaiono sempre più marcate -2-5. La casa di Elon Mosche, o meglio di Elon Musk, considerati i recenti legami politici dell'imprenditore con l'amministrazione Trump che ne hanno appannato l'immagine in Europa, continua la sua discesa: le vendite a gennaio sono calate del 17%, segnando il tredicesimo mese consecutivo di flessione e portando la sua quota di mercato a un magro 0,8% -3-8. Un arretramento che gli analisti imputano a un mix di fattori: un'immagine del brand in sofferenza, una concorrenza sempre più agguerrita sul fronte dei prezzi, e un modello di business incentrato solo sull'elettrico puro che, in questa fase, sembra premiare meno rispetto a una strategia multi-tecnologia come quella cinese -3-8.

La top ten si rinnova e il mercato cambia volto

Questa rimescolamento di carte si riflette inevitabilmente nelle classifiche di vendita dei modelli, dove le posizioni conquistate faticosamente nell'arco dell'intero 2025 possono essere rimesse in discussione dai dati di un singolo mese. Scorrendo l'elenco provvisorio delle auto più vendute in Europa a gennaio, emerge una netta inversione di tendenza per chi era stato best seller nei dodici mesi precedenti. È singolare notare, a Titolo d'esempio, come due dei tre modelli che nel mese di gennaio figurano fuori dalla top ten siano della Dacia, a testimonianza di come le dinamiche del mercato possano essere repentine e, talvolta, sorprendenti.

Le ragioni di questo terremoto nelle preferenze sono da ricercarsi proprio nei macro-trend che stanno attraversando il settore. Il calo della componentistica tradizionale è evidente: le vendite di auto a benzina e diesel subiscono cali rispettivamente del 26% e del 22% a livello europeo -8. Al contrario, le alimentazioni elettrificate guadagnano terreno in modo deciso, con le full electric in crescita del 24,2% nell'Unione Europea e le ibride plug-in che letteralmente volano, con un +28,7%, avvicinandosi pericolosamente ai volumi del diesel -4-5. In questo scenario, marchi come Fiat, che grazie al lancio della nuova generazione di modelli compatti come la Grande Panda ha visto le sue vendite balzare del 31,3%, dimostrano come un'offerta di prodotto azzeccata possa fare la differenza anche in un mercato in calo -4-5.

Le dinamiche del singolo mese, lo si ripete, non sono sufficienti a delineare l'andamento complessivo di un intero anno. Tuttavia, i numeri di gennaio 2026 disegnano con chiarezza le linee di frattura su cui si giocherà la partita dei prossimi mesi. Da un lato, i costruttori tradizionali cercano di difendere le proprie posizioni con nuovi modelli e strategie di prezzo aggressive, come dimostra il caso Stellantis; dall'altro, l'ondata cinese, forte di un'integrazione verticale della produzione che garantisce costi competitivi e di una tecnologia sempre più apprezzata, sembra destinata a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel panorama automobilistico europeo -7.

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