Borsea asiatiche in forte calo, il rimbalzo europeo tiene a freno l’effetto petrolio e tassi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L’avvio di seduta per le Borse del Vecchio Continente si profila all’insegna di un cauto recupero, seppur in un contesto che rimane profondamente segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei mercati energetici. Dopo le flessioni della vigilia – quelle, per intenderci, che erano state alimentate dal duplice effetto dell’impennata dei prezzi dell’energia e dalle comunicazioni delle banche centrali, le quali avevano messo in guardia sui rischi per la crescita legati al perdurare del conflitto in Iran – gli indici europei sembrano ora beneficiare di una temporanea tregua sul fronte del greggio. Il raffreddamento del costo del petrolio, infatti, restituisce un po’ di ossigeno agli investitori, offrendo una finestra di respiro che si traduce in un cauto rialzo. Non altrettanto, però, si può dire per altri listini, a dimostrazione di come il sentiment resti fragile e frammentato.
La giornata delle quattro streghe e il peso di Inwit
La seduta odierna, per i mercati europei, coincide con la cosiddetta “giornata delle quattro streghe”, un appuntamento quadrimestrale che vede la scadenza simultanea di contratti futures e opzioni su indici e singoli titoli. Una ricorrenza che, storicamente, amplifica la volatilità, rendendo ancor più complessa la lettura dei movimenti. In questo contesto, emergono andamenti contrastanti tra i vari comparti: se da un lato il rimbalzo sembra generalizzato, dall’altro non mancano le eccezioni di rilievo. Tra queste, spicca il Titolo Inwit, che prosegue la propria scia ribassista senza mostrare segnali di inversione, aggiungendo un ulteriore elemento di attenzione per gli operatori del settore infrastrutturale e delle telecomunicazioni.
Il crollo di Tokyo tra petrolio e incertezza sui tassi
A gettare un’ombra lunga sull’umore globale è stata, nelle ore precedenti, la chiusura pesantissima della Borsa giapponese. L’indice Nikkei ha archiviato la seduta con un tracollo del 3,38%, una flessione che porta il segno di più fattori convergenti. Il principale è l’impennata del prezzo del petrolio, alimentata dai nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente – un’escalation che riaccende i timori sulle forniture e, di riflesso, sull’intero quadro economico globale. A ciò si è aggiunta la scia negativa lasciata da Wall Street nella notte, con un forte sell-off che ha smorzato l’appetito per il rischio. A determinare la direzione dei listini nipponici ha concorso anche la decisione della Banca del Giappone (Boj), che ha lasciato i tassi di interesse invariati, segnalando al contempo una crescente incertezza sul fronte dell’inflazione. Le perdite più accentuate si sono concentrate sui titoli del settore elettronico e dei semiconduttori, comparti particolarmente sensibili alle variazioni delle aspettative di crescita.
La debolezza si estende all’intera regione Asia-Pacifico
La flessione di Tokyo non è stata un caso isolato, ma il riflesso di una tendenza più ampia che ha investito l’intera regione Asia-Pacifico. I listini cinesi hanno seguito a ruota, con Hong Kong che ha lasciato sul terreno oltre il 2%, mentre Shenzhen e Shanghai hanno registrato perdite rispettivamente del 2,27% e dell’1,39%. Anche Seul ha subito una decisa correzione, con il suo indice principale in calo del 2,7%. A fare da sfondo a queste performance, oltre all’incombente questione petrolifera e alla guerra in Medio Oriente, restano i timori legati alle prospettive economiche globali: una miscela di fattori che alimenta l’incertezza e spinge gli investitori verso una presa di beneficio diffusa, dopo un periodo di relativa euforia per alcuni comparti tecnologici.
Il quadro tecnico del Nikkei e i livelli da monitorare
Un’analisi più approfondita del movimento dell’indice nipponico, quello del 19 marzo, rivela come la seduta abbia segnato un netto deterioramento del quadro tecnico. Nonostante la chiusura in forte ribasso, nelle ultime sedute si erano intravisti segnali di reazione al rialzo – con una variazione percentuale dell’1,37% in precedenza –, ma la violenza del sell-off odierno ha spazzato via quelle timide inversioni di tendenza. Secondo le evidenze tecniche, la situazione per il Nikkei 225 è ora classificabile come in peggioramento, con il potenziale per ulteriori discese fino a testare l’area di supporto più immediata, individuata a quota 52.392,4 punti. Viceversa, solo un rafforzamento improvviso della domanda potrebbe scardinare questo scenario ribassista, innescando una reazione rialzista con un primo obiettivo sulla resistenza più immediata, collocata a 54.609,4 punti. Un quadro, questo, che suggerisce cautela e che trova eco anche nelle dinamiche intraday delle principali piazze europee, dove il rimbalzo appare ancora timido e tutto da verificare nel prosieguo della seduta.




