Roma, la mobilitazione per Spin Time: il palazzo occupato odiato dalla destra. Saviano: “Resistiamo”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di oggi ha visto la presenza di Roberto Saviano davanti a Spin Time, il complesso di via Santa Croce in Gerusalemme divenuto epicentro di una vicenda che intreccia emergenza abitativa, politica e giudiziaria. Lo scrittore si è unito alle centinaia di sfollati che, da cinque giorni, vivono in strada a seguito dell'incendio che giovedì scorso ha colpito lo stabile, riducendone inagibile una parte consistente.

Donne, uomini e bambini presidiano ora ciò che fino a mercoledì rappresentava il loro unico riparo, in una lotta quotidiana che ha attirato l'attenzione dei media e delle istituzioni, proprio nel momento in cui la proprietà dell'immobile e il futuro degli occupanti restano al centro di un acceso dibattito politico.

Il vertice in Prefettura e le istituzioni al lavoro

Nella stessa giornata, si è tenuta in Prefettura una riunione convocata dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, a cui hanno preso parte il Sindaco Roberto Gualtieri, Sua Eminenza Monsignor Baldo Reina in qualità di Vicario Generale della Diocesi di Roma, il Questore Roberto Massucci, l'Assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi, nonché i rappresentanti della proprietà dell'immobile di Spin Time.

L'incontro, inserito nel quadro delle iniziative per la sicurezza urbana, ha rappresentato un tentativo di trovare una soluzione concreta per le famiglie rimaste senza tetto, mentre la tensione politica cresce attorno alla natura dell'occupazione e alle sue implicazioni sociali. La riunione ha ribadito le difficoltà oggettive nel gestire una situazione che vede contrapposti il diritto alla casa e le ragioni della proprietà privata, in un contesto dove la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro nel settore immobiliare rappresentano un'ombra costante sulla Capitale.

Le parole di Saviano: "Non è un'occupazione come CasaPound"

Roberto Saviano, raggiungendo il presidio, ha voluto chiarire senza ambiguità la propria posizione, distinguendo nettamente la realtà di Spin Time da altre forme di occupazione politica. "Non si tratta di un'occupazione, ma della possibilità di restituire vita a una struttura che era morta", ha dichiarato lo scrittore, sottolineando come le famiglie che vivono qui abbiano impedito che l'edificio diventasse un ghetto pericoloso, trasformandolo invece in un luogo vivo e funzionale.

Saviano ha poi puntato il dito contro la speculazione immobiliare e il riciclaggio di capitali illeciti, affermando che Roma è sempre più esposta agli investimenti della criminalità nel settore edilizio. "Qui non c'è un'occupazione, qui non è Casa Pound", ha ribadito con forza, "mentre Casa Pound viene tutelata perché è un'occupazione politica, qui invece è una società di famiglie, quindi si tratta di persone che per sopravvivenza hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere".

Il presidio e lo scontro politico sull'abitare

Le dichiarazioni di Saviano arrivano in un clima di forti contrasti politici, dove la destra ha più volte espresso giudizi duri sull'occupazione di Spin Time, definendola un esempio di illegalità da reprimere, mentre gli attivisti e i residenti respingono queste accuse rivendicando il diritto a un alloggio dignitoso in una città dove l'emergenza abitativa è cronica.

Lo scrittore, rivolgendosi direttamente ai manifestanti, ha concluso il suo intervento con un messaggio di resistenza: "Questa non è Casa Pound, ci troverete fermi e resistenti", un'affermazione che suona come un monito contro ogni tentativo di sgombero forzato e come un invito a non cedere alle pressioni di chi vorrebbe strumentalizzare la vicenda per fini elettorali o ideologici.

Il presidio prosegue intanto senza sosta, mentre le istituzioni cercano di mediare tra le esigenze delle famiglie e il rispetto delle norme, in attesa di sviluppi che possano restituire un tetto a chi da giorni dorme all'addiaccio.

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