La mobilitazione per Spin Time, Saviano tra gli sfollati: “Resistiamo, qui non è Casa Pound”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel pomeriggio di oggi, Roberto Saviano ha raggiunto le centinaia di persone che da cinque giorni vivono in strada dopo l’incendio che ha coinvolto lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, un edificio noto come Spin Time, la cui vicenda si intreccia ormai da anni con le politiche abitative della capitale.

Lo scrittore e giornalista, intervenuto davanti al presidio allestito dagli ex abitanti, ha voluto sottolineare la natura profondamente diversa di questa occupazione rispetto ad altre esperienze romane, ribadendo con forza che non si tratta di un'azione politica assimilabile a quella di Casa Pound. Donne, uomini e bambini, molti dei quali sfollati a causa dell'incendio dello scorso giovedì, presidiano ciò che fino a mercoledì scorso era la loro casa, un luogo che ora è sotto sequestro e che rappresenta l'unico riparo possibile per decine di nuclei familiari.

La solidarietà del mondo della cultura e il presidio sotto il sole

Al quinto giorno di vita in strada, gli ex abitanti di Spin Time continuano a ricevere una marea inarrestabile di solidarietà, che si è concretizzata negli ultimi giorni in una serie di appelli lanciati dal mondo della politica e della cultura, con le firme di decine di attori e registi. La presenza di Saviano, che si è recato personalmente sul posto per esprimere il proprio sostegno, ha dato ulteriore visibilità a una situazione già complessa, resa ancora più difficile dalle elevate temperature che hanno colpito la città nelle ultime ore, causando malori tra i manifestanti.

Lo scrittore ha dichiarato di conoscere bene questa realtà, precisando che non si tratta di un'occupazione fine a sé stessa, ma di un tentativo di rendere nuovamente viva una struttura che era di fatto morta, abbandonata al degrado e al disuso, prima che le famiglie vi trovassero rifugio. Il presidio, animato da un senso di resistenza civile, ha attirato l'attenzione su un caso che mescola emergenza abitativa, sicurezza urbana e conflitti politici, con le istituzioni locali che cercano di mediare tra le esigenze degli sfollati e quelle della proprietà.

Il confronto in Prefettura e le parole di Saviano su Casa Pound

Proprio oggi, mentre il presidio si faceva più fitto sotto il sole di agosto, si è svolta in Prefettura una nuova riunione alla presenza del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, alla quale hanno partecipato il Sindaco Roberto Gualtieri, Sua Eminenza Monsignor Baldo Reina, Vicario Generale della Diocesi di Roma, il Questore di Roma Roberto Massucci, l'Assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi e i rappresentanti della proprietà dell'immobile di Spin Time.

L'incontro, atteso con grande trepidazione dagli occupanti, mirava a trovare una soluzione per alleviare la condizione di chi vive in strada, senza tuttavia che al momento siano trapelate decisioni definitive sul futuro dell'edificio. In questo contesto, le parole di Saviano hanno assunto un peso specifico notevole, soprattutto quando ha voluto tracciare un netto discrimine tra la realtà di Spin Time e quella di altre occupazioni romane, come quella di Casa Pound.

“Qui non c'è un'occupazione, qui non è Casa Pound – ha affermato lo scrittore di fronte alla folla –, mentre Casa Pound viene tutelata perché è un'occupazione politica, qui invece è una società di famiglie, quindi qui si tratta di persone che per sopravvivenza hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere”.

Le famiglie in attesa di una risposta dalle istituzioni

La folla radunata sotto lo stabile, composta da donne, uomini e bambini che fino a pochi giorni fa occupavano i piani superiori, rappresenta il volto più crudo di una crisi abitativa che a Roma non accenna a placarsi, e che vede decine di nuclei familiari costretti a convivere con l'incertezza del domani. Saviano ha voluto chiarire che questa non è una battaglia politica assimilabile a quelle condotte da gruppi di estrema destra, bensì una lotta per la sopravvivenza quotidiana, e ha concluso il suo intervento con un messaggio di fermezza rivolto agli occupanti: "Resistiamo".

L'attenzione ora è tutta concentrata sugli esiti dell'incontro in Prefettura, dove sindaco e proprietà sono chiamati a confrontarsi su un piano che possa garantire un alloggio alternativo alle persone sfollate, o quantomeno la riapertura dell'edificio dopo i necessari interventi di messa in sicurezza. Nel frattempo, il presidio prosegue, alimentato dalla rete di solidarietà che si è creata attorno a Spin Time, in attesa che le istituzioni trasformino le parole in atti concreti, mentre le condizioni meteo proibitive rendono sempre più drammatica la permanenza in strada per le famiglie coinvolte.

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