Carlo Acutis, la madre: "Spegnerebbe social e cellulari, la libertà è preziosa"
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Redazione Interno
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Tra poche settimane, il 7 settembre, Carlo Acutis sarà proclamato santo insieme a Pier Giorgio Frassati, in una cerimonia che ha già richiamato l’attenzione di fedeli e osservatori. La data, inizialmente prevista per il 27 aprile in occasione del Giubileo degli adolescenti, è stata spostata da Papa Leone XIV, confermando un percorso che ha visto Acutis diventare un simbolo per le giovani generazioni. Morto a soli 15 anni nel 2006 a causa di una leucemia fulminante, il ragazzo è noto per aver utilizzato internet come mezzo di evangelizzazione, tanto da essere definito il "patrono della Rete".
Antonia Salzano, sua madre, in un’intervista al Corriere della Sera ha sottolineato come il figlio, pur essendo profondamente legato alla tecnologia, oggi "spegnerebbe social e cellulari". Un paradosso solo apparente, considerando che Acutis seppe trasformare strumenti spesso associati alla distrazione in veicoli di fede. "La libertà è preziosa", ha aggiunto Salzano, lasciando intendere che il rapporto con il digitale, per lui, era sempre stato guidato da un fine preciso.
La canonizzazione arriva dopo il riconoscimento di due miracoli attribuiti alla sua intercessione, entrambi riguardanti guarigioni ritenute scientificamente inspiegabili. Un iter avviato già nel 2024, che ha suscitato particolare entusiasmo ad Assisi, città legata alla spiritualità del giovane, e in Azione Cattolica, dove la sua figura è diventata un punto di riferimento.
Pier Giorgio Frassati, l’altro beato che condividerà la cerimonia, rappresenta un modello diverso ma complementare: anch’egli morto giovane, nel 1925, è ricordato per l’impegno sociale e la vita ascetica. Insieme, i due santi incarnano risposte diverse alle sfide del loro tempo, unite da una comune dedizione.




