Volo Flydubai, i passeggeri rientrano a Tel Aviv: accolti con canti e slogan dopo l'atterraggio d'emergenza

Volo Flydubai, i passeggeri rientrano a Tel Aviv: accolti con canti e slogan dopo l'atterraggio d'emergenza
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il volo di soccorso di Flydubai con a bordo i passeggeri provenienti dall'Arabia Saudita è atterrato all'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv. I passeggeri erano a bordo del volo FZ1073, decollato da Dubai e diretto in Israele, costretto questa mattina a un atterraggio d'emergenza all'aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dopo una lite nella cabina di pilotaggio.

All'uscita dai cancelli, i passeggeri sono stati accolti sia da amici e parenti sia da un gruppo di persone che ha scandito slogan e intonato canti.

Durante il volo di rientro, i passeggeri hanno cantato e applaudito: il brano intonato è "Od Avinu Chai", espressione ebraica che significa "Il nostro Padre è ancora vivo".

La dinamica dell'incidente e i codici di emergenza

La dinamica di quanto accaduto a bordo è ancora oggetto di ricostruzione. Secondo le autorità israeliane, uno dei due piloti avrebbe tentato di ferire l'altro con un coltello per poi far precipitare l'aereo diretto in Israele. Flydubai, dal canto suo, ha confermato che si è trattato di una colluttazione tra i piloti e ha invitato a "non fare speculazioni" sulle cause dell'incidente.

Nel corso dell'emergenza, il velivolo ha trasmesso con il transponder prima il codice 7700, segnale universale di emergenza generale, e poco dopo il codice 7500, che indica situazioni di interferenza illecita o dirottamento. Secondo i dati di tracciamento di Flightradar24, l'aereo ha perso circa quattromila metri di quota in 29 secondi, scendendo da 9.400 a 5.100 metri.

Il ruolo dell'equipaggio e dei passeggeri

A bordo, secondo quanto riferito da Channel 12, era presente una seconda squadra di piloti in abiti civili: sarebbero stati alcuni passeggeri a impedire a uno dei piloti di prendere il controllo del velivolo. Un passeggero ha raccontato: «Abbiamo sentito delle urla sull'aereo. Poi hanno aperto la cabina di pilotaggio e abbiamo visto del sangue: qualcuno aveva accoltellato il pilota con un coltellino».

Le prime informazioni diffuse dai media parlavano di un pilota russo e di un copilota ucraino, circostanza poi smentita dal consolato generale della Federazione Russa a Dubai. I media israeliani hanno successivamente corretto il dato, indicando che i due piloti sarebbero uno omanita e l'altro emiratino.

L'atterraggio a Tabuk e il rientro in Israele

L'aeroporto di Tabuk ha comunicato che entrambi i piloti sono stati ricoverati in ospedale per le ferite riportate. Flydubai ha precisato di aver inviato due aeromobili sostitutivi per assistere i passeggeri e ha confermato che tutti i passeggeri sono stati messi in salvo.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva informato che la situazione era "sotto controllo" e che i passeggeri sarebbero stati riportati in Israele. Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito l'accaduto "terrorismo yihadista". Presso l'aeroporto Ben Gurion erano in attesa squadre di paramedici del servizio di emergenza Magen David Adom, insieme a familiari e amici con bandiere israeliane.

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