Stefano De Martino al Tg1: “Ho iniziato a studiare per Sanremo, ora ad Affari tuoi la coreografia di Sal Da Vinci”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il ritorno alla normalità, dopo la serata che ti cambia la vita, è fatto di piccoli gesti concreti: l’acquisto di enciclopedie, lo studio delle edizioni passate, la chiamata in redazione per aggiornare il pubblico sui primi passi. Stefano De Martino, raggiunto in collegamento dal Tg1 di Giorgia Cardinaletti a poche ore dalla conclusione del Festival di Sanremo, ha raccontato con la lucidità di chi non vuole farsi travolgere dall’entusiasmo ciò che sta accadendo nella sua testa e nella sua agenda dopo quell’investitura tanto ufficiale quanto irrituale sul palco dell’Ariston. Quella sera, quando Carlo Conti gli si è avvicinato con quello sguardo che De Martino stesso ha definito quasi paterno, circondato dall’affetto del teatro, l’emozione lo ha colto impreparato, nonostante le voci che da settimane lo davano come successore naturale. Lui, che all’Ariston era entrato in modo rocambolesco, si è trovato al centro di un passaggio di testimone senza precedenti nella storia della kermesse, un gesto di generosità che il conduttore di Torre Annunziata ha voluto sottolineare come il ricordo più prezioso da portarsi via, perché parla non solo del professionista Conti ma dell’uomo, della persona eccezionale che ha voluto cedergli il prossimo futuro della manifestazione canora.
La fase dello studio e la costruzione della nuova pagina del festival
Non c’è tempo per crogiolarsi nei riflettori, e De Martino lo sa bene. Durante l’intervista andata in onda nel telegiornale, ha spiegato di avere già cominciato a pedalare, riprendendo il motto che i due conduttori si scambiano al telefono: testa bassa e lavorare. La fase più interessante, per sua stessa ammissione, è quella iniziale, quella in cui si prepara il terreno e si gettano le basi per le decisioni che richiedono una gestazione più lunga. Così, con la curiosità di chi vuole comprendere a fondo il meccanismo che andrà a guidare, ha acquistato tutte le enciclopedie pubblicate negli ultimi anni che raccontano la storia della manifestazione, perché in settantasei anni di Festival si legge uno spaccato autentico dell’Italia, dei suoi cambiamenti sociali e culturali. Per scrivere una nuova pagina, ragiona De Martino, bisogna conoscere a memoria quelle precedenti, assimilare le varie interpretazioni che si sono susseguite sul palco dell’Ariston, e solo dopo potersi permettere il lusso di immaginare una svolta, una direzione artistica che porti la sua firma senza dimenticare la tradizione.
La contaminazione quotidiana con il game show e il nuovo balletto
Ma mentre la mente viaggia verso il 2027, il presente di De Martino resta saldamente ancorato allo studio di *Affari tuoi*, quel game show dell’access prime time che è diventato ormai una consuetudine per milioni di telespettatori. Ed è proprio lì, nel quotidiano, che si percepisce subito l’impatto del Festival appena concluso. De Martino ha raccontato con ironia al Tg1 come il suo programma sia ormai una sorta di playlist degli italiani, capace di dettare mode e tormentoni tutte le sere. E così, dopo il trionfo di Sal Da Vinci con *Per sempre sì*, non poteva mancare l’inserimento del brano nella colonna sonora del gioco dei pacchi. Anzi, la notizia che ha strappato un sorriso persino alla Cardinaletti è un’altra: la produzione sta mettendo a punto una nuova coreografia dedicata al cantante napoletano, un balletto che diventerà il nuovo rituali del programma, pronta a esordire nel giro di pochi giorni. Una promessa, quella del ritorno in video con novità fresche, che il conduttore ha lanciato prima di salutare, lasciando intendere che il lavoro, tra enciclopedie e passi di danza, procede spedito su più fronti.
L’eredità di Conti e la visione a lungo termine della Rai
La scelta di anticipare i tempi e ufficializzare il successore con un anno di anticipo, rompendo gli schemi dei soliti toto-nomi, porta la firma indelebile di Carlo Conti. Il conduttore uscente, come emerso nei giorni scorsi, ha voluto fortemente che il passaggio di consegne avvenisse in diretta, sotto gli occhi del pubblico dell’Ariston e di quello televisivo, perché lo riteneva un atto dovuto per rispetto dell’azienda e per dare un segnale di continuità. Un gesto che ha lasciato il segno anche nei piani alti di viale Mazzini, dove l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha parlato di un investimento pluriennale su Stefano De Martino, visto non come una soluzione estemporanea ma come il perno attorno a cui costruire l’intrattenimento del futuro. Se Conti arrivava da una formazione musicale radicata, De Martino porta con sé il passo del ballerino e la verve dello showman, caratteristiche che ridisegneranno inevitabilmente il profilo del Festival, spostando l’asse su una narrazione più legata allo spettacolo a tutto tondo, senza per questo trascurare la sostanza musicale che verrà curata da una squadra di professionisti pronti a sostenerlo in questa nuova avventura.




