A Venezia un giardino per Valeria Solesin, a dieci anni dalla strage del Bataclan
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Redazione Esteri
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Il giallo dei girasoli, fiori che amava profondamente, ha colorato questa mattina l’angolo di Cannaregio dedicato alla sua memoria, un gesto di affetto semplice e potente che ha segnato l’inaugurazione del giardino pubblico intitolato a Valeria Solesin. La giovane ricercatrice veneziana, che perse la vita a ventotto anni nell’assalto terroristico al teatro Bataclan di Parigi, è stata così ricordata dalla sua città, la quale, dopo essersi stretta attorno al dolore della famiglia un decennio fa, ha voluto trasformare quella ferita in un luogo di vita e di raccoglimento. Accanto ai fiori, uno striscione con la scritta "Ciao Valeria" ha sintetizzato il sentimento di un’intera collettività, che non ha dimenticato una delle sue figlie più promettenti, strappata alla vita in quella notte di novembre che sconvolse la Francia e il mondo intero.
Le commemorazioni a Parigi e il ricordo delle istituzioni italiane
Oltre alle celebrazioni veneziane, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto riportare l’attenzione su quell’anniversario, rievocando, in un suo intervento, "l’orrore, lo smarrimento, il dolore di quelle ore" che seguirono gli attentati coordinati nella capitale francese. Eventi, questi, che causarono la morte di centotrenta persone e lasciarono sul campo oltre trecentocinquanta feriti, un bilancio tragico che ha segnato profondamente la coscienza europea. A Parigi, intanto, le commemorazioni ufficiali hanno visto il presidente Emmanuel Macron e la first lady Brigitte Macron, accompagnati dal sindaco Anne Hidalgo, visitare tutti i luoghi colpiti nella terribile serata, parlando con i sopravvissuti e i familiari delle vittime, in un pellegrinaggio laico costellato da corone di fiori e da minuti di silenzio carichi di commozione.
L'omaggio della Torre Eiffel e lo stadio che non dimentica
Uno dei simboli più potenti di questa giornata della memoria è stato senza dubbio l’illuminazione della Torre Eiffel con i colori blu, bianco e rosso del tricolore francese, un faro di unità nazionale che ha brillato nel cuore della città. Centinaia di persone, del resto, si sono radunate nel centro di Parigi per rendere omaggio a chi non c’è più, dimostrando una resilienza che la nazione intera ha fatto propria. Non è mancato, poi, un toccante omaggio sportivo: prima della partita di calcio tra Francia e Ucraina, infatti, l’inno nazionale è stato cantato da tutto lo stadio del Parco dei Principi, riecheggiando quel gesto spontaneo di dieci anni prima, quando la Marsigliese risuonò nelle tribune per reagire alla paura, seguita da un minuto di silenzio di impressionante solennità.
Venezia e il suo ponte sulla memoria
La cerimonia di oggi a Venezia rappresenta l’ultimo, significativo tassello di un percorso di ricordo che la città lagunare ha intrapreso da tempo, avendo già dedicato un ponte a Valeria Solesin. L’inaugurazione del giardino, quindi, non è un episodio isolato ma si inserisce in un impegno civile costante, volto a mantenere viva la memoria di una vita spezzata e, con essa, il monito contro la violenza cieca del terrorismo. La mamma Luciana, presente all’evento, ha simbolicamente raccolto il testimone di questo dovere della memoria, che attraverso un spazio verde e vitale come un giardino, parla non solo di perdita ma anche di un futuro possibile, da costruire nel nome di chi, come Valeria, credeva nella ricerca e nella conoscenza.




