L'Italia sfuma il podio nella combinata a squadre, dominio svizzero con doppietta
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Redazione Sport
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Il sogno di una medaglia, che dopo la discesa appariva concreto, si è infranto contro i pali dello slalom sulla Stelvio. Nella gara inedita della combinata a squadre maschile, l'Italia, con la coppia formata da Giovanni Franzoni e Alex Vinatzer, ha vissuto un rovesciamento di fronte che ha portato a un definitivo settimo posto. A innescare la speranza era stata la prova del primo atleta, autore di una discesa libera di prim'ordine che aveva portato in testa la classificazione, staccando di alcuni centesimi le formidabili coppie elvetiche. Quella leadership, tuttavia, non ha retto alla seconda manche, dove il compagno di squadra non ha trovato il giusto feeling con un tracciato che, complici le temperature in rialzo nel pomeriggio, presentava condizioni diverse.
Il crollo della coppia leader e il buon piazzamento di Paris e Sala
La prestazione in slalom, segnata da un errore che ha impedito di mantenere la velocità necessaria, ha fatto scivolare Franzoni e Vinatzer giù dalla classifica, fino a posizionarsi a oltre un secondo e ventidue centesimi dalla vetta. Un distacco che, in una competizione dove i tempi si decidono per decimi, equivale a un abisso. Miglior sorte, sebbene lontana dalle posizioni per il podio, è toccata all'altra coppia italiana, quella composta da Dominik Paris e Tommaso Sala, la quale ha chiuso la sua gara al quinto posto, confermando essenzialmente la posizione ottenuta dopo la prova veloce e terminando a poco più di un secondo dai vincitori.
Il trionfo elvetico firmato da Nef e von Allmen
A scrivere la storia della giornata è stata invece la Svizzera, capace non solo di vincere l'oro ma di realizzare una doppietta, con una seconda coppia che ha condiviso il gradino più basso del podio. Il merito della vittoria va ascritto in particolare alla rimonta nella seconda frazione: quarti dopo la discesa, Nef e von Allmen hanno ribaltato la situazione grazie a uno slalom impressionante, il più veloce dell'intera manche, che ha permesso di recuperare lo svantaggio e di costruire un vantaggio netto, di quasi un secondo, su tutti gli inseguitori. Un'espressione di forza che ha lasciato poco spazio alle controparti.
L'argento condiviso e il nuovo format olimpico
A completare il quadro del podio, un argento assegnato ex aequo. A dividerlo sono state infatti la seconda formazione svizzera, con Odermatt e Meillard, e la coppia austriaca formata da Kriechmayr e Feller, dimostrando quanto fosse serrato il livello nella parte alta della classifica. L'evento, nel suo complesso, ha sancito il debutto di questo formato a squadre nel programma olimpico, proponendo una competizione dalla doppia anima, dove la somma di due specialità tecnicamente opposte crea un equilibrio instabile e spettacolare, in cui la leadership dopo la prima maniche non offre alcuna garanzia per l'esito finale.




