Gaza, Onu conferma la carestia. Israele: «Rapporto falso fatto con dati di Hamas»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Secondo i nuovi dati dell'Integrated Food Security Phase Classification (IPC), organismo internazionale che monitora la sicurezza alimentare, è ormai confermata la carestia nella Striscia di Gaza. Questo significa, in termini concreti, che oltre mezzo milione di persone, delle quali circa la metà sono bambini, stanno affrontando la fase più grave di insicurezza alimentare, classificata come “catastrofe” o “carestia”, il livello 5 della scala IPC. Si tratta della prima volta che un simile scenario, che molti ritenevano confinato ai libri di storia o ad altre regioni del mondo, si materializza in Medio Oriente.
Le conseguenze, già tragiche, sono destinate a peggiorare ulteriormente. Almeno 132 mila bambini sotto i cinque anni sono considerati a rischio di morte immediata per malnutrizione acuta, con un quadro che si prevede si aggravi rapidamente. Le proiezioni, del resto, indicano che il numero di persone a rischio tra i più piccoli è destinato a raddoppiare entro giugno del prossanno, una prospettiva che getta un'ombra lunga sul futuro di un'intera generazione.
La reazione israeliana alle accuse è stata immediata e durissima. Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito il rapporto "falso", sostenendo che sia stato costruito "sulle bugie di Hamas". In un comunicato, Katz ha reso noto di aver approvato i piani dell'Idf per una nuova operazione militare finalizzata all'occupazione di Gaza City, affermando che "le porte dell'inferno si apriranno presto per gli assassini e gli stupratori di Hamas a Gaza". L'offensiva, ha precisato, continuerà finché il gruppo non accetterà le condizioni di Israele, ovvero il rilascio di tutti gli ostaggi e il completo disarmo.




