Garlasco, la difesa delle Iene per Stasi e il nuovo capitolo sul Dna di Sempio
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Redazione Interno
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Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni per l’omicidio di Chiara Poggi – la ventiseenne uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco – torna a parlare attraverso la lunga intervista rilasciata ad Alessandro De Giuseppe de Le Iene. «Tra non molto tornerai a essere libero. La prima cosa che farai?», gli chiede il giornalista. La risposta di Stasi, che da anni proclama la sua innocenza, è improntata a un’apparente semplicità: «Ho progetti molto semplici, proprio da Mulino Bianco! Io vorrei una famiglia classica, quello che cerco è la tranquillità, ed è quello che poi alla fine ho sempre desiderato. Quindi sogni piccoli».
Mentre la trasmissione televisiva riaccende i riflettori su un caso che ha diviso l’opinione pubblica, la vicenda giudiziaria si arricchisce di un nuovo tassello. Il 9 aprile, infatti, si terrà l’incidente probatorio richiesto dalla Procura di Pavia per confrontare il Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi con quello di Andrea Sempio, attualmente indagato per lo stesso delitto. Ma le comparazioni – come precisato dalla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli – non si limiteranno al solo Sempio. Saranno analizzati anche i profili genetici di Stasi, del padre e del fratello della vittima, oltre a quelli di ogni altro uomo che avesse accesso alla casa di via Pascoli, dove il corpo senza vita di Chiara fu scoperto.
L’esito delle perizie potrebbe rivelarsi cruciale, considerando che alcuni reperti non erano mai stati sottoposti a esame. Se da un lato la difesa di Stasi ha spesso sollevato dubbi sulle prove a suo carico, dall’altro l’indagine su Sempio – il cui nome era emerso solo in seguito a nuove acquisizioni investigative – riapre un dossier che sembrava chiuso con la sentenza della Cassazione nel 2012




