Israele accusa Hamas sulla restituzione degli ostaggi, mentre a Gaza si dimezzano gli aiuti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Israele ha già violato i termini dell’accordo con Hamas, dimezzando l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, sparando contro civili palestinesi e chiudendo il valico di Rafah. Queste azioni, che segnano le prime, significative brecce nell’intesa siglata solo la scorsa settimana, sono state giustificate da Gerusalemme con la mancata consegna, da parte dell’organizzazione palestinese, dei corpi di tutti gli ostaggi deceduti. Una mossa che, se da un lato mira a esercitare pressione, dall’altro rischia di aggravare ulteriormente le già disperate condizioni di vita nella Striscia, dove la popolazione si trova stretta in una morsa che lascia pochi spiragli.

La consegna dei corpi e le identificazioni

Nella notte tra lunedì e martedì, Hamas ha consegnato a Israele i corpi di quattro persone, trasportati sui mezzi della Croce Rossa fino alle forze israeliane a Gaza. L’Istituto di medicina legale Abu Kabir, dopo gli esami delle salme giunte all’istituto forense di Tel Aviv, ha potuto confermare nelle prime ore del mattino le identificazioni: tre di loro sono stati riconosciuti come gli ostaggi israeliani Uriel Baruch, Tamir Nimrudi ed Eitan Levy, rapiti durante il violento attacco del 7 ottobre 2023. Il quarto corpo, invece, ha riservato una sorpresa, venendo identificato come quello di un palestinese di Gaza e non di un ostaggio, come invece si era inizialmente sospettato.

La posizione di Israele e le successive consegne

Proprio questa discrepanza ha fornito a Israele il pretesto per inasprire la sua posizione. L’esercito israeliano, in una nota ufficiale, ha fatto sapere che una delle quattro salme “non corrisponde a nessuno degli ostaggi israeliani”, accusando implicitamente Hamas di non aver compiuto tutti gli sforzi necessari, come previsto dall’accordo, per restituire i prigionieri deceduti. Nonostante questo attrito, le operazioni di riconsegna sono proseguite, con l’identificazione di altre sette salme consegnate da Hamas tra lunedì e i giorni immediatamente successivi, un processo che procede senza sosta nell’istituto forense.

Le conseguenze immediate sull’accordo

La contestazione sul quarto corpo ha avuto ripercussioni immediate e tangibili, trasformandosi nella giustificazione per le drastiche misure adottate da Israele. La decisione di dimezzare gli aiuti umanitari e di chiudere il fondamentale valico di Rafah, unitamente agli episodi di fuoco aperto contro civili, rappresenta una risposta che, sebbene motivata dalla questione degli ostaggi, finisce per colpire indiscriminatamente l’intera popolazione della Striscia. Si crea così un circolo vizioso, dove la tensione diplomatica si traduce in un concreto peggioramento della crisi umanitaria, lasciando intravedere quanto sia fragile l’equilibrio su cui poggia la tregua.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.