Leone XIV, un viaggio in tre tappe tra Europa e Africa: annunciate le date di Monaco, Algeria, Camerun, Angola, Guinea Equatoriale e Spagna
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La macchina organizzativa della Santa Sede, dopo aver mandato a regime i motori con il primo viaggio internazionale in Turchia e Libano lo scorso dicembre, ha ufficialmente messo a punto un nuovo, serrato calendario di spostamenti che impegnerà papa Leone XIV per tutta la prima metà del 2026 -7. Sarà un susseguirsi di tappe, quelle annunciate questa mattina, 25 febbraio, dal direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni, che porteranno il pontefice – un uomo, Robert Prevost, che da priore generale degli agostiniani aveva maturato una consuetudine non indifferente con i viaggi intercontinentali – a toccare il suolo del Principato di Monaco, di quattro nazioni africane e, infine, della Spagna -7. Un periplo che, se si considera anche la trasferta mediorientale del novembre scorso, disegna la geografia di un pontificato attento al dialogo, certamente, ma anche fisicamente presente in contesti tra loro diversissimi -6.
Il primo appuntamento, una sorta di antipasto rispetto alla portata logistica dei successivi, è fissato per il 28 marzo: il vescovo di Roma farà rotta verso la Costa Azzurra, precisamente nel Principato di Monaco -2. Non è una destinazione casuale, questa, né una semplice visita di cortesia in uno dei paradisi fiscali più celebri al mondo, dove peraltro il cattolicesimo è religione di Stato e la dinastia Grimaldi intrattiene da secoli rapporti stretti con la cattedra di Pietro -2. La visita, che il principe Alberto II e l’arcivescovo Dominique-Marie David hanno caldeggiato con un invito ufficiale, si inserisce in un solco storico profondo, e rappresenterà – come è stato fatto notare dal palazzo principesco – un evento di duplice significato, istituzionale e pastorale -2.
Dopo la tappa monegasca, che sarà verosimilmente una visita-lampo di poche ore, l’attenzione si sposterà interamente sul continente africano. Dal 13 al 23 aprile, infatti, papa Leone XIV si trasformerà in un pellegrino instancabile, attraversando il Mediterraneo per approdare in Algeria, primo paese di questa impegnativa tournée -3. Sarà una visita, quella in terra algerina, carica di echi lontani e di memorie recenti. Il pontefice, agostiniano di formazione, non ha mai nascosto il desiderio di camminare sui passi di sant’Agostino, e infatti le tappe di Algeri e Annaba – l’antica Ippona dove il grande pensatore fu vescovo – saranno il cuore della permanenza, dal 13 al 15 aprile -8. Ma l’ombra del martirio, pur senza scendere in dettagli espliciti, aleggerà inevitabilmente su questo viaggio, che cade a trent’anni dall’uccisione dei monaci di Tibhirine e di monsignor Claverie, figure simbolo di un dialogo interreligioso pagato con il sangue durante gli anni bui del terrorismo -3.
Dal Nordafrica, il volo papale si sposterà poi verso l’Africa subsahariana. Dal 15 al 18 aprile il pontefice sarà in Camerun, toccando Yaoundé, Bamenda e Douala, in un contesto segnato da tensioni politiche e sociali che rendono la sua presenza un segno di speranza per una comunità cattolica locale che si sta già attivando per accoglierlo -2. A seguire, dal 18 al 21 aprile, la missione proseguirà in Angola, con visite a Luanda, Muxima e Saurimo, per concludersi infine in Guinea Equatoriale, dove dal 21 al 23 aprile sono in programma tappe a Malabo, Mongomo e Bata -7. Un tour de force di undici giorni che porterà il successore di Pietro in luoghi dove la Chiesa è spesso una presenza vitale in mezzo a popolazioni che affrontano sfide enormi, e dove il suo messaggio di pace – già al centro del viaggio in Libano – troverà un terreno fertilissimo -1.
La Spagna e il simbolo della Sagrada Família: il viaggio di giugno tra Madrid, Barcellona e le Canarie
L’ultima fatica internazionale di questo primo semestre 2026 riporterà papa Leone XIV in Europa, precisamente in Spagna, dove dal 6 al 12 giugno è atteso per una visita che si preannuncia densa di significati religiosi e culturali -4. Il paese iberico, che non vedeva un pontefice regnante da Benedetto XVI nel lontano 2011, si prepara ad accoglierlo con un entusiasmo che traspare dalle dichiarazioni dei vescovi locali, i quali hanno già messo in moto una macchina organizzativa complessa, che richiederà coordinamento e pianificazione -2. Il cuore simbolico della trasferta spagnola sarà probabilmente a Barcellona, dove il papa presiederà la cerimonia di inaugurazione della torre più alta della Sagrada Família, il capolavoro incompiuto di Antoni Gaudí, nel centenario della morte dell'architetto, dichiarato venerabile dalla Santa Sede -4. Un gesto, questo, che suggella un legame profondo tra la fede e l'arte, e che corona un progetto seguito con attenzione anche dal precedente pontificato -9.
L'eredità agostiniana e il dialogo come filo conduttore
Osservando la geografia di questi spostamenti – dal microstato benestante di Monaco alle periferie africane, passando per la Spagna delle grandi cattedrali – emerge con chiarezza come il filo rosso che lega le tappe non sia solo quello dell'agenda diplomatica. Leone XIV, forte di una biografia che lo ha visto missionario in Perù prima e prefetto vaticano poi, sembra voler interpretare il suo ruolo proprio nel segno di quella "costruzione di ponti" tra mondi diversi che aveva già evocato parlando dell'Algeria e di sant'Agostino -10. La scelta di visitare l'Angola e il Camerun, ad esempio, non è soltanto una tappa per incontrare i fedeli locali, ma si inserisce in un percorso di attenzione verso le crisi umanitarie e le istanze di pace in regioni complesse, un tema che il pontefice aveva già toccato nel suo viaggio precedente, invitando tutte le parti in causa ad abbandonare la logica delle armi -1. I programmi dettagliati di ogni singola visita, come ha tenuto a sottolineare Matteo Bruni, verranno resi noti a suo tempo, ma la cornice generale è ormai definita e promette un inizio di pontificato all'insegna di un dinamismo geografico che ricorda i grandi viaggiatori del Novecento -7.




