Gaza, l'Onu definisce la carestia "causata dall'uomo e evitabile"
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Redazione Esteri
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L'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), attraverso la portavoce Olga Cherevko, ha dichiarato senza mezzi termini che la carestia che sta devastando la Striscia di Gaza è un disastro «interamente causato dall’uomo» e, in quanto tale, «avrebbe potuto essere evitata». Secondo l'organizzazione, che ha parlato di «perdite che potevano essere evitate», la crisi umanitaria non è il risultato di un evento naturale imprevedibile bensì la conseguenza diretta di azioni – o inazioni – precise, le quali, se affrontate per tempo, avrebbero potuto scongiurare la tragedia.
In questo contesto, l’attacco all’ospedale Nasser di Khan Yunis, che ha causato la morte di almeno venti persone e numerosi feriti, rappresenta un episodio particolarmente grave. Tra le vittime, come denunciato con «profonda indignazione» dal Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di Napoli, figurano soccorritori, personale sanitario e cinque giornalisti. L'Ordine, condannando fermamente l’accaduto, ha sottolineato come le cronache internazionali descrivano un'operazione dalle caratteristiche di un “double-tap”, una tattica che prevede un secondo colpo a distanza di poco tempo dal primo, mirato a colpire i soccorritori intervenuti sul luogo.
Proprio la morte dei reporter – Mariam Abu Dagga, Hussam al-Masri, Mohammed Salama, Moaz Abu Taha e Ahmed Abu Azizn – uccisi mentre documentavano l'assalto, riaccende i riflettori sul pericolo estremo che corre la stampa nell'enclave. Come evidenziato dall’Ispi, «nessun altro campo di battaglia ha mai causato così tante vittime tra i reporter», un dato che certifica la pericolosità unica di quel teatro operativo per gli operatori dell'informazione.




