Valgren trionfa a Mombaroccio, Del Toro riprende la maglia azzurra: Pellizzari cede nel finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quinta tappa della Tirreno-Adriatico, quella che da Marotta Mondolfo conduceva ai tornanti e alle rampe di Mombaroccio dopo 184 chilometri nelle Marche, ha regalato una storia di resilienza e un ribaltamento di gerarchie che profuma già di svolta decisiva per la classifica generale. A imporsi, in una frazione resa celebre dai muri e dai 3900 metri di dislivello complessivo, è stato il danese Michael Valgren, un nome che nel ciclismo evoca ricordi di Classiche del Nord e che oggi, a 34 anni, torna a vincere dopo un digiuno lungo 1639 giorni e, soprattutto, dopo un incidente terrificante nel 2022 che aveva rischiato di porre fine alla sua carriera. Valgren, della EF Education-EasyPost, ha confezionato un’opera d’arte tattica e atletica, resistendo per una manciata di secondi, al termine di una fuga iniziata lontano, al ritorno dei grandi favoriti.

Dietro la sua ruota, anzi, più avanti nella lotta per il simbolo del primato, si consumava però un altro dramma sportivo, quello di Giulio Pellizzari. Il giovane italiano, partito al mattino con la maglia azzurra di leader cucita addosso dopo averla strappata proprio a Isaac Del Toro nella tappa precedente, ha visto il suo sogno di portare a casa la Corsa dei Due Mari complicarsi sulle asperità del Santuario di Beato Sante. Il messicano della UAE, Isaac Del Toro, con una progressione secca e inesorabile a ridosso dello strappo finale, ha scollinato insieme al solo Matteo Jorgenson, mentre Pellizzari, in difficoltà da alcuni chilometri, cedeva vistosamente pagando dazio al ritmo infernale imposto dal gruppo dei migliori. L'azzurro della Red Bull-Bora-hansgrohe ha perso trenta secondi dal vincitore, ma i secondi pesano come macigni in ottica generale: trenta secondi che, sommati ai sei secondi di abbuono raccolti da Del Toro per il secondo posto, si traducono in un passivo di ventitré secondi dal nuovo leader in classifica.

Valgren, va detto, ha costruito la sua impresa con intelligenza. Partito nella fuga buona che ha animato la prima parte di giornata insieme a un drappello di corridori di livello come Julian Alaphilippe, il danese ha saputo aspettare il momento giusto per piazzare la stoccata decisiva. Quando ai -5 dall'arrivo ha deciso di proseguire da solo, dopo aver staccato il francese della Tudor, nessuno in gruppo sembrava in grado di riprenderlo, nonostante l'organizzazione della UAE, che per Del Toro ha lavorato alacremente per ridurre il distacco. La sua resistenza è stata eroica, e il suo arrivo in solitaria, con undici secondi di vantaggio sul drappello dei migliori, ha il sapore di una rinascita professionale che va oltre il semplice successo di tappa.

La rimonta di Del Toro e il vuoto di tredici anni per l'Italia

Isaac Del Toro, con la sua prestazione, non si è limitato a vincere la tappa morale: il suo secondo posto accompagnato dalla maglia azzurra lo rilancia prepotentemente in vetta alla classifica. Il ventiduenne messicano ha dimostrato di avere gambe e testa per gestire la pressione, riprendendosi ciò che aveva ceduto solo ventiquattro ore prima. La manovra della sua squadra, potente e organizzata, ha isolato Pellizzari proprio sul più bello, facendo leva sulla sua giornata no e sull'inesperienza relativa del rivale. Jorgenson, terzo al traguardo, si conferma un osso duro per la generale, piazzandosi come terzo incomodo in una lotta che sembrava ristretta ai due giovani fenomeni.

Per Pellizzari, invece, la sconfitta odierna ha il sapore amaro di un'occasione mancata. Correre sulle strade di casa, in una frazione che sulla carta poteva esaltare le sue caratteristiche di scalatore, si è trasformato in un calvario. La sua rimonta in classifica, dopo una settimana corsa all'attacco, si infrange contro i muri marchigiani che dovevano consacrarlo. L'impresa di Valgren, nel frattempo, riempie le pagine di cronaca di un ciclismo che ama i reduci. Il danese, che non vinceva dal 2021 e che dopo l'incidente ai Pirenei orientali aveva subito fratture multiple al bacino e a un ginocchio, oltre a una lussazione all'anca, ha dedicato il successo al figlio nato appena un mese fa. Una storia nella storia, che intreccia la gioia privata con la gloria pubblica di un successo che nessuno, forse, si aspettava più.

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