Revisione del tariffario sanitario: conseguenze su servizi e occupazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il recente aggiornamento del Nomenclatore tariffario, approvato dal governo e destinato a entrare in vigore il 30 dicembre 2024, ha sollevato preoccupazioni significative tra gli operatori del settore sanitario. Questo documento, che stabilisce le tariffe di rimborso per le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio, è stato inviato ai Presidenti delle Regioni da Confcommercio Brindisi Salute, che ha evidenziato le gravi criticità emergenti dalla bozza del nuovo tariffario.

Mariastella Giorlandino, presidente della Uap (Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata), ha spiegato che la revisione del Nomenclatore, che stabilisce le tariffe di rimborso per le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio nel pubblico e nel privato convenzionato, avrebbe dovuto rivedere le tariffe affinché fossero commisurate ai costi reali, preservando la sostenibilità delle strutture sanitarie e garantendo l’universalità del sistema sanitario italiano. Tuttavia, le nuove tariffe non coprono i costi reali delle prestazioni, mettendo a rischio la sostenibilità delle strutture sanitarie e la capacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

I tagli del nuovo Nomenclatore tariffario, approvato nei giorni scorsi dal governo, andranno a gravare sulle tasche e sulla salute dei cittadini, in particolare dei romani. Chi non potrà permettersi di pagare di più per visite, accertamenti e analisi, eviterà di farli, smettendo di fare prevenzione e controlli. Questo aggiornamento, che coinvolgerà sia il settore pubblico sia quello privato accreditato, introduce nuove prestazioni, alcune gratuite, altre soggette a ticket, ridefinendo e ampliando i livelli essenziali di assistenza (Lea): ci saranno infatti 2108 prestazioni aggiornate in più.

Più di 3000 nuove cure gratuite saranno disponibili dal 30 dicembre, ma le nuove tariffe non coprono i costi reali delle prestazioni, mettendo a rischio la sostenibilità delle strutture sanitarie e la capacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

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