Elia Del Grande di nuovo in fuga, il killer della “strage dei fornai” si allontana da una casa-lavoro e le ricerche coprono l’intero paese
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Redazione Interno
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È accaduto di nuovo. Elia Del Grande, il cinquantenne di Cadrezzate, nel Varesotto, che nel gennaio del 1998 si rese protagonista di quella che le cronache hanno poi definito la “strage dei fornai” – l’uccisione del padre, della madre e del fratello – non ha fatto rientro nella casa-lavoro di Alba, dove stava scontando un periodo di semilibertà. L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica 5 aprile, quando l’uomo, uscito grazie a un permesso legato alle festività pasquali, avrebbe dovuto ripresentarsi all’interno della struttura. Invece, nessuna traccia di lui.
Un permesso pasquale trasformato in una nuova fuga
La casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, lo aveva accolto per un progetto di sei mesi, nell’ambito del quale Del Grande avrebbe dovuto svolgere attività di volontariato all’interno di una mensa dedicata ai poveri. Un’opportunità, quella del lavoro esterno, concessa a chi, come lui, aveva già scontato gran parte della pena. Eppure, bastato un permesso – quello domenicale per la Pasqua – per far precipitare la situazione. L’uomo, che era stato visto allontanarsi regolarmente, non è più rientrato. Le prime verifiche sono scattate subito dopo l’orario previsto per il rientro, e da quel momento non si è più saputo nulla di lui.
La seconda evasione in appena sei mesi
Non è la prima volta, del resto, che Del Grande decide di non rispettare le regole della detenzione attenuata. Già sei mesi fa, infatti, si era reso protagonista di un’analoga fuga, seppur con modalità e tempistiche diverse. Anche in quell’occasione le ricerche si erano concentrate prima in Piemonte e poi nel Varesotto, sua terra d’origine. Stavolta, però, il meccanismo si è messo in moto con maggiore rapidità: l’allarme è stato diramato quasi in tempo reale, e le forze dell’ordine hanno immediatamente esteso il raggio d’azione a tutta Italia. Un’attenzione particolare, come prevedibile, è riservata a Cadrezzate, il piccolo comune sul lago dove Del Grande è nato e cresciuto, e dove – secondo molti investigatori – potrebbe cercare riparo o appoggi.
Una caccia all’uomo che attraversa il Nord e non solo
Le ricerche, coordinate inizialmente dagli uffici piemontesi, hanno ormai superato i confini regionali. Si cercano tracce del cinquanta in tutte le stazioni, nei luoghi di accoglienza notturna, lungo le linee ferroviarie che collegano il Cuneese al Milanese e da lì al confine svizzero. Ma gli investigatori non escludono neppure che l’uomo si sia spostato verso sud, magari avvalendosi di mezzi pubblici o di passaggi occasionali. Quel che è certo è che, a distanza di oltre vent’anni dalla “strage dei fornai” – un nome che ancora oggi evoca il gelo di una domenica di gennaio in cui tre membri della stessa famiglia vennero uccisi – Elia Del Grande torna a essere il centro di un dispositivo di sicurezza straordinario. Nessuna ipotesi viene al momento esclusa, e la sua latitanza, seppur in corso, viene gestita con la massima riservatezza dagli uffici inquirenti.




