Asha Sharma ribadisce l'impegno a lungo termine con Microsoft: "Xbox non è in vendita"

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Xbox si trova in una fase di trasformazione profonda, e la sua CEO, Asha Sharma, ha voluto chiarire pubblicamente la posizione della divisione gaming di Microsoft. In una recente intervista concessa al New York Times, la dirigente ha dichiarato senza mezzi termini: «Xbox non è in vendita». La frase è arrivata in risposta a una domanda diretta sulla possibile cessione del business, un'ipotesi che aveva guadagnato spazio nel dibattito dopo mesi segnati da licenziamenti, chiusure di studi e cancellazioni di progetti.

Sharma ha aggiunto che l'azienda valuterà «le giuste partnership, il giusto modello operativo e tutto ciò che occorre» per raggiungere i propri obiettivi, precisando di guardare a un orizzonte di lungo periodo insieme a Microsoft.

Il contesto della ristrutturazione

Le dichiarazioni della CEO arrivano in un momento particolarmente delicato per la divisione. Nel corso dell'anno fiscale 2027, che si chiuderà a giugno, Microsoft prevede di tagliare fino a 3.200 posizioni all'interno di Xbox, circa il 20% della forza lavoro complessiva del reparto. La ristrutturazione, battezzata internamente con il termine "reset", punta a ridurre i livelli manageriali, alleggerire la struttura attraverso la cessione o la chiusura di studi di dimensioni minori e concentrare le risorse sulle proprietà intellettuali più rilevanti.

Nel luglio scorso sono stati annunciati i primi interventi, con 1.600 uscite immediate, mentre a settembre si è aggiunto un ulteriore taglio di 268 posizioni che ha coinvolto direttamente il personale di Halo Studios. Il piano complessivo ha portato anche alla separazione di alcuni team: Compulsion Games e Double Fine Productions sono tornati a operare come studi indipendenti, mentre Ninja Theory e Undead Labs sono stati scorporati in attesa di nuovi assetti proprietari.

Il futuro di Halo passa da Activision

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda proprio la saga di Halo, da sempre considerata il simbolo della console Xbox. Halo Studios, precedentemente noto come 343 Industries, è stato drasticamente ridimensionato: il team rimasto si occupa esclusivamente del supporto ai capitoli già disponibili sul mercato, mentre la guida strategica e lo sviluppo del prossimo progetto principale sono stati affidati ad Activision. Il publisher, acquisito da Microsoft nel 2023, ha creato un team dedicato che opererà separatamente dai lavori su Call of Duty.

L'obiettivo dichiarato da Rob Kostich, presidente di Activision, è quello di realizzare «il miglior Halo di sempre», rimanendo fedeli alla formula originale che ha conquistato i giocatori fin dal primo capitolo. La struttura da sparatutto in prima persona e la figura di Master Chief dovrebbero rimanere pilastri centrali dell'opera, pur all'interno di una cornice narrativa che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere completamente rinnovata.

Le tre strade possibili secondo Frank O'Connor

Sul futuro della serie è intervenuto anche Frank O'Connor, storico creative director di Halo, che ha ricoperto quel ruolo per quasi vent'anni e conosce profondamente il franchise. In un intervento pubblico, O'Connor ha delineato tre possibili direzioni per il prossimo capitolo sotto la gestione Activision. La prima consiste nel realizzare un'esperienza "classica", pensata per il pubblico di riferimento e dimensionata per avere successo presso quell'utenza, ma abbastanza attraente da poter ampliare progressivamente il bacino di giocatori.

La seconda opzione punta su una reinvenzione profonda: un'opera nuova e moderna che reinterpreti il gioco e il suo universo in modo sorprendente, senza escludere un cambio di genere verso l'action sandbox o l'action RPG. La terza strada, infine, prevede di trasporre la proprietà intellettuale e il sandbox di Halo nella "comfort zone" di Activision, utilizzando i modelli di progressione e di business già collaudati con Call of Duty per creare un appuntamento annuale o semestrale con contenuti costanti.

O'Connor ha precisato che nessuna delle tre direzioni è semplice, garantita o necessariamente praticabile, e ha suggerito di non vincolare il progetto ai cicli di lancio dell'hardware, preservando gli elementi sandbox che caratterizzano la serie.

Il peso di Xbox nel gruppo Microsoft

Sullo sfondo delle decisioni strategiche pesa il ruolo che Xbox ricopre all'interno di Microsoft. La divisione gaming rappresenta attualmente circa il 6% dei profitti complessivi del gruppo, una quota che appare marginale rispetto al peso assunto dall'infrastruttura dati e dall'intelligenza artificiale. La stessa Sharma, in una comunicazione inviata ai dipendenti, ha riconosciuto che il business «non è sano» e presenta margini inferiori a quelli dei concorrenti.

Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha espresso pubblicamente sostegno alla riorganizzazione guidata da Sharma, sottolineando la necessità di «inventare il modello di business corretto e sostenibile» per portare i videogiochi a un pubblico sempre più ampio. La dirigente, dal canto suo, ha ribadito la volontà di adottare una prospettiva di lungo termine: «Abbiamo ancora molta strada da fare con Microsoft», ha dichiarato, precisando che il piano attuale è quello di mantenere la divisione all'interno del gruppo e lavorare a un nuovo modello operativo.

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