Procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta per l'Italia e altri sei paesi europei
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Redazione Interno
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La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia, della Francia e di altri cinque Paesi: Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Questa mossa segue la sospensione del Patto di stabilità a causa della pandemia di Covid-19, e rappresenta la prima applicazione della formula rinegoziata in vigore da fine aprile.
Il contesto
Dopo gli anni di stop dovuti al Covid, il Patto di stabilità non è più sospeso. La Commissione Europea ha quindi deciso di applicare per la prima volta la formula rinegoziata, che è in vigore da fine aprile. Questa decisione ha portato all'apertura di una procedura per deficit eccessivo nei confronti di sette Paesi, tra cui l'Italia.
I paesi coinvolti
Tra i sette Paesi coinvolti nella procedura per deficit eccessivo, cinque sono membri dell'Eurozona. Come ampiamente previsto, tra questi ci sono l'Italia e la Francia. Gli altri Paesi coinvolti sono il Belgio, l'Ungheria, Malta, la Polonia e la Slovacchia.
Le conseguenze
Per gli Stati coinvolti, l'apertura di questa procedura si tradurrà in impegni per il rientro a tappe forzate dei conti. Dopo i passaggi previsti, la Commissione proporrà le raccomandazioni al Consiglio sul rientro del disavanzo nel pacchetto di autunno del semestre europeo.
La situazione della Romania
L'esecutivo comunitario ha valutato che la Romania non ha preso azioni efficaci per la correzione del deficit chiesta dal Consiglio. Questa valutazione tiene conto dei fattori rilevanti indicati dagli Stati membri nel caso in cui il loro rapporto debito pubblico/Pil sia inferiore al 60% del Pil o il loro disavanzo sia valutato vicino al valore di riferimento del 3% e temporaneo.
La decisione della Commissione Europea di avviare la procedura di infrazione per deficit eccessivo rappresenta un importante passo avanti nel processo di rientro dei conti pubblici dei Paesi coinvolti. Questa mossa potrebbe avere importanti ripercussioni sulle politiche economiche di questi Paesi nei prossimi mesi.




