Valeria Marini a Venezia per "Portobello" di Bellocchio, un cameo nel nome di Enzo Tortora
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Valeria Marini è approdata al Lido di Venezia in occasione della presentazione delle prime due puntate di "Portobello", la nuova fatica seriale di Marco Bellocchio che ripercorre, con il suo stile inconfondibile, il tragico caso giudiziario che travolse il popolare conduttore Enzo Tortora. L’attrice e showgirl, la cui presenza non era annunciata, ha confermato il suo coinvolgimento nel progetto sebbene, con grande riserbo, non abbia voluto svelare la natura del suo ruolo, limitandosi a definirlo un cameo. «Sono felice di lavorare con Bellocchio», ha dichiarato, sottolineando come la serie sia, nelle sue intenzioni, uno strumento per riaccendere i riflettori su una vicenda che rappresenta, a suo dire, «una ferita ancora aperta per il paese».
La serie, il cui titolo riprende il celebre programma condotto da Tortora, non si limita a una rievocazione storica ma si propone di gettare una luce cruda su un meccanismo perverso, quello della giustizia e dell’informazione, che quarant’anni fa portò alla distruzione di un uomo innocente. Bellocchio, infatti, sembra voler scavare in quel periodo per mostrare un’Italia appena uscita dagli anni di piombo e già precipitata in una nuova emergenza, quella della lotta alla criminalità organizzata, i cui metodi – come la gestione spesso approssimativa dei pentiti –, se applicati con superficialità, potevano generare mostri.
Proprio quel meccanismo mostruoso travolse Enzo Tortora il 17 giugno 1983, una data impressa nella memoria della figlia Gaia, allora tredicenne, che a Venezia ha preso parte all’anteprima. Per lei, quel giorno coincideva con l’esame di terza media, un traguardo adolescenziale immediatamente oscurato dall’arresto del padre, accusato di associazione mafiosa e traffico di droga. Un’accusa infamante, costruita su dichiarazioni in seguito rivelatesi inconsistenti, che diede il via a un calvario giudiziario e a un massacro mediatico senza precedenti.




