La Ferrari da milioni che nessuno potrà mai guidare su strada

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mondo delle aste per collezionisti, quello che si muove tra flussi di capitale e rarità ingegneristiche, ha recentemente messo in vetrina due facce della stessa medaglia. Se da un lato la spettacolarità di una Ferrari 250 GTO del 1962, unica nella sua livrea bianca, faceo brillare gli occhi dei passanti davanti alla gioielleria di David Lee a Los Angeles per un assegno da 38,5 milioni di dollari, dall'altro l'asta battuta da RM Sotheby's ha visto protagonista un oggetto completamente diverso, destinato non ai viali dello shopping ma ai segreti delle piste di collaudo. Parliamo di un prototipo di LaFerrari, un esemplare che di quei 38 milioni di dollari ne è valso solo una frazione, circa 2,4 milioni, e che però porta con sé un paradosso destinato a far discutere gli appassionati: chi lo ha acquistato non potrà mai, per ragioni normative e tecniche, metterlo in movimento su una strada pubblica.

Un muletto da 800 cavalli, nato per lavorare sotto copertura

La vettura in questione, che nei registri interni della casa di Maranello viene identificata con la sigla Pro F 150 – P2, non è un'auto finita nel senso tradizionale del termine, e la sua stessa esistenza racconta una fase cruciale del processo produttivo. Utilizzata nei mesi e negli anni precedenti il debutto ufficiale della hypercar, avvenuto al Salone di Ginevra nel marzo del 2013, questa Ferrari era adibita ai test di sviluppo e alla messa a punto delle soluzioni dinamiche e meccaniche che sarebbero poi confluite nel modello definitivo -2-10. Una particolarità, questa, che ne spiega il divieto di circolazione: non essendo mai stata sottoposta alle procedure di omologazione previste per l'uso stradale, le mancano tutti i requisiti burocratici e tecnici per ottenere una targa. Sotto la carrozzeria, che sfoggia ancora la classica livrea mimetica bianca e nera usata durante i collaudi per nascondere i dettagli stilistici agli obiettivi dei fotografi, batte un cuore molto diverso da quello della versione di serie. Se la LaFerrari che conosciamo abbina il suo V12 a un sistema ibrido HY-KERS per sprigionare una potenza complessiva di 950 cavalli, questo prototipo è spinto dal solo motore termico, un V12 aspirato F140 FD che sviluppa una potenza stimata intorno agli 800 cavalli, privo di qualsiasi componente elettrica -2-10. È una configurazione più pura, quasi analogica, che testimonia come gli ingegneri avessero bisogno di testare separatamente le diverse anime del progetto.

Un chilometraggio da vera macchina da lavoro e un certificato di autenticità storica

Il contachilometri di questa Ferrari, che ha percorso ben 54.844 chilometri, racconta una storia di duro lavoro lontana dall'idea di auto da collezione tenuta al riparo dall'umidità in un garage climatizzato -10. Ogni chilometro è stato accumulato su pista e su strada, molto probabilmente nelle mani di collaudatori esperti, per affinare sospensioni, freni e aerodinamica, per tarare l'elettronica e per verificare la resistenza meccanica del possente V12. Un'attività incessante, quella dei prototipi, che solitamente si conclude con la loro demolizione una volta esaurito il ciclo di vita utile. Ferrari, in alcuni casi selezionati, ha scelto una strada diversa, preservando questi esemplari unici e destinandoli a una seconda vita nelle mani di collezionisti fidati, un gesto che trasforma un semplice muletto in un cimelio storico di inestimabile valore testimoniale. Nel 2022, del resto, è arrivata anche la certificazione ufficiale da parte di Ferrari Classiche, con il rilascio del cosiddetto "Libretto Giallo", un riconoscimento che ne attesta l'autenticità e l'importanza storica all'interno del percorso evolutivo del Cavallino -2-10.

L'ombra lunga della 250 GTO bianca e il fascino dell'inaccessibile

L'asta di RM Sotheby's arriva a poche settimane di distanza dalla vendita, ben più sa in termini economici, della già citata Ferrari 250 GTO del 1962, un esemplare unico nel suo colore bianco e con una storia sportiva importante alle spalle, sebbene non monti più il motore originale dopo un incidente occorso a Goodwood nel 2023 -1. Due eventi che, presi insieme, offrono uno spaccato completo del mercato delle auto d'epoca e da collezione: da una parte la classicità e la bellezza senza tempo di una berlinetta che ha fatto la storia delle corse, dall'altra la modernità e la rarità tecnica di un prototipo che rappresenta l'atto creativo, il momento in cui un'idea prende forma. Se la 250 GTO può e verrà guidata, seppur con parsimonia, in eventi e raduni, questa LaFerrari rimarrà per sempre statica, un oggetto da contemplare più che da utilizzare, un pezzo di storia dell'ingegneria motoristica che, non potendo più contribuire allo sviluppo di nuove vetture, svolgerà ora la funzione altrettanto nobile di testimone silenzioso di un'epoca.

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