Gattuso si racconta al Festival dello Sport: la malattia, il cortisone e il ricordo della sorella Francesca

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci sono storie che vanno oltre il rettangolo di gioco e che un allenatore, per quanto abituato a gestire pressioni e spogliatoi, porta con sé ogni giorno. Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio, ha scelto il palco del Festival dello Sport di Trento, nell'ambito dell'evento "Non mollare mai", per parlare della sua malattia autoimmune e di un dolore personale che non lo ha mai abbandonato. Un racconto schietto, lontano dalla retorica del campo, che ha messo a nudo le fragilità di un uomo che ha fatto della grinta la sua cifra distintiva.

La miastenia oculare e la fine della carriera

Gattuso convive con la miastenia oculare, una patologia autoimmune che ha inciso profondamente sulla sua vita e sulla sua carriera agonistica. «Ho smesso di giocare per la malattia autoimmune che ho preso», ha spiegato, ripercorrendo i quindici anni di terapia a base di cortisone che ancora oggi accompagnano le sue giornate. Il primo campanello d'allarme risale al settembre 2011, durante Milan-Lazio, quando accusò un improvviso problema alla vista e iniziò a vedere doppio, arrivando a scambiare il compagno Alessandro Nesta per un avversario.

Da allora, la diagnosi e una convivenza complessa con una condizione che, come ha sottolineato, costringe alcuni pazienti a letto per mesi. «La malattia l'ho accettata, ci lavoro. Ma mi costa», ha aggiunto, spiegando di aver eliminato l'alcol da sei o sette anni.

Il ricordo della sorella Francesca

Nel corso del suo intervento, Gattuso si è commosso ricordando la sorella Francesca, scomparsa nel 2020 all'età di 37 anni. «Ho perso una sorella molto giovane, sei anni fa. Il fatto di non riuscire a sognarla mi dà enorme fastidio. Pagherei tutto quello che ho per stare un'ora con lei», ha detto, lasciando trasparire un dolore che il tempo non ha attenuato. Un passaggio toccante che ha mostrato un lato intimo e vulnerabile, lontano dall'immagine del centrocampista combattivo che i tifosi ricordano.

Il presente sulla panchina della Lazio

Sul piano professionale, Gattuso ha parlato anche del suo momento alla guida della Lazio, soffermandosi sulla necessità di mantenere alta la concentrazione in vista del prossimo impegno contro il Monza. «Non conta nulla stare davanti alla Roma, vogliamo preparare bene il Monza», ha dichiarato, frenando ogni entusiasmo per la posizione in classifica. Ha poi affrontato il tema dell'assenza dei tifosi allo stadio Olimpico, definendola una sofferenza per il gruppo: «Il calcio senza di loro non è calcio».

Il tecnico ha inoltre raccontato il rapporto con il presidente Claudio Lotito, basato su un dialogo franco e diretto, e la scelta di accettare il progetto biancoceleste dopo l'esperienza sulla panchina della Nazionale.

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