Gattuso alla Lazio, l’elmetto e la ferita: “Qui si lavora, la Nazionale resta un dolore”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Gennaro Gattuso si presenta alla Lazio con il piglio di chi non intende nascondersi. Le prime parole da allenatore biancoceleste, pronunciate nella sala stampa del centro sportivo di Formello, tracciano subito il perimetro di una sfida che l'ex commissario tecnico della Nazionale definisce senza mezzi termini: “C’è da mettere l’elmetto”.

Una dichiarazione che suona come un monito, rivolto ai giocatori, alla società e a se stesso, in un momento in cui la contestazione dei tifosi si mescola alle incertezze di un mercato tutt'altro che semplice e a una stagione che, per la prima volta dopo diversi anni, si annuncia senza coppe europee.

Il ritorno in panchina e il rapporto con il presidente

Il tecnico calabrese torna ad allenare in Serie A dopo cinque stagioni di assenza, e lo fa in un contesto che conosce bene: “Sono stato vicino più di una volta alla Lazio – ha ammesso – forse senza queste condizioni avrei detto di no”. Gattuso ha scelto la via della trasparenza, anche quando ha incrociato il nome del presidente Claudio Lotito.

La battuta sui “troppi cellulari” del patron, accompagnata da un secco “meno parla e meglio è”, non è passata inosservata e restituisce l'immagine di un allenatore che non teme le scintille, ma che anzi le usa per fissare le gerarchie: “Voglio una squadra che rispetti la maglia, al di là di tutto”.

La delusione azzurra e il ringraziamento ai calciatori

L'ex ct, però, ha lasciato spazio anche a un tono più intimo e amaro quando ha rievocato l'esperienza sulla panchina della Nazionale. “La ferita che ho addosso rimarrà fino alla fine – ha detto – è una delusione che non si cancella, ma la vita è questa e si va avanti”. Gattuso ha comunque voluto sottolineare il rapporto con i giocatori incontrati lungo il suo cammino: “Posso solo ringraziare tutti i ragazzi che ho allenato perché mi hanno dato tutto. Da allenatore qualche mazzata l'ho presa, ma sto seminando per raccogliere”.

Parole che sembrano chiudere idealmente un capitolo doloroso, per aprirne uno nuovo all'insegna del sacrificio e della concretezza.

Il lavoro comincia lunedì, senza alibi

Il ritiro estivo prenderà il via lunedì 13 luglio a Formello, e Gattuso ha già le idee chiare su come impostare le settimane che porteranno all'avvio del campionato. Nessun alibi, nessuna scusa legata alle assenze o alle difficoltà di mercato: “La sfida la conoscevo fin dall'inizio – ha spiegato – e l'ho accettata con gli occhi aperti”. Il tecnico ha parlato di orgoglio e di “buonissime sensazioni”, ma ha anche ribadito che l'unica strada percorribile è quella del lavoro duro, della compattezza e dell'umiltà: “C'è da mettere l'elmetto e lavorare, senza pensare a ciò che non abbiamo”.

Un messaggio chiaro per una piazza che chiede risposte e che, dopo un'estate di attese e polemiche, si affida a un uomo abituato a non mollare mai.

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