Attacco russo su Dnipro, il bilancio provvisorio è di due morti e otto feriti: tra le vittime anche due bambine
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Redazione Esteri
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L’ennesima offensiva notturna, l’ennesima scia di macerie e silenzi improvvisamente rotti dalle sirene, ha trasformato Dnipro in un fronte di guerra che, nonostante i quasi quattro anni di conflitto, non smette di stupire per la sua ferocia. Le forze armate russe hanno concentrato il loro tiro sulla città ucraina durante la notte, scatenando un attacco con droni che ha preso di mira direttamente un edificio residenziale di tredici piani: un impatto, quello registrato nel cuore dell’oblast di Dnipropetrovsk, che ha ridotto in cenere diversi appartamenti e trasformato un condominio in un rogo controllato a cielo aperto.
Secondo l’ultimo bollettino diffuso da Oleksandr Ganzha, il capo dell’amministrazione militare regionale che ha seguito passo passo l’evolversi della situazione attraverso il suo canale Telegram, il conteggio delle vittime si è purtroppo aggravato nel corso delle prime ore del mattino. Il referto ufficiale parla al momento di due civili che hanno perso la vita, otto persone rimaste ferite (tra cui due bambine di appena nove e quattordici anni, ricoverate in ospedale in condizioni definite "moderate" dai sanitari) e un uomo ancora disperso sotto le macerie o forse fuggito via senza lasciare traccia. Un bilancio che, se da un lato sembra consolidato, dall’altro resta purtroppo provvisorio in attesa di completare la bonifica dei detriti.
Le immagini condivise dalle autorità locali mostrano una città sconvolta non solo dalle esplosioni ma anche dagli incendi che, propagandosi rapidamente, hanno avvolto diversi piani del grattacielo colpito senza risparmiare un’auto parcheggiata sotto il palazzo, un negozio al piano terra e persino alcuni edifici amministrativi limitrofi. È chiaro, analizzando la dinamica dell’attacco, come la strategia ronda moscovita punti ancora una volta a fiaccare le infrastrutture civili e la resistenza psicologica della popolazione, lanciando ondate di velivoli senza pilota che, aggirando le difese aeree, colpiscono spesso obiettivi sensibili nei grandi centri urbani.
La controffensiva ucraina nel Mar Nero e i danni collaterali della guerra totale
Mentre Dnipro cercava di spegnere gli incendi e contare i propri morti, il fronte caldo del conflitto si è spostato simbolicamente verso la penisola contesa di Crimea, teatro di un altro violento scambio aereo. Le forze di difesa aerea rusze, guardia a guardia del cielo sopra Sebastopoli (base navale strategica per Mosca), hanno dichiarato di aver intercettato e abbattuto quindici droni ucraini lanciati in un raid notturno contro obiettivi nella regione. Mikhail Razvozhayev, il governatore della città occupata, ha voluto precisare – forse per rassicurare una popolazione stremata dagli allarmi – che nessuno degli obiettivi civili è stato colpito grazie all’intervento tempestivo delle batterie contraeree, anche se il solo ronzio dei motori ha gettato nel panico migliaia di residenti.
Questa duplice azione, da una parte l’incursione devastante a Dnipro e dall’altra la rappresaglia ucraina con droni su Sebastopoli, non fa che certificare la natura logorante e speculare di una guerra che ormai non conosce più tregua né giornate di silenzio. Da una parte Mosca continua a martellare le regioni di Kiev, Dnipropetrovsk e Kharkiv con centinaia di drone Shahed notte dopo notte; dall’altra lo Stato Maggiore ucraino risponde colpendo impianti industriali, depositi di carburante e basi logistiche in territorio russo.
Le operazioni di salvataggio e il triage dei feriti tra le macerie dell’edificio
Sul posto, i soccorritori hanno lavorato per ore a spegnare le fiamme che divoravano i piani superiori del palazzo, un’operazione complicata dal pericolo di crolli strutturali e dalla presenza di detriti che ostruivano le scale. Il capo dell’amministrazione militare, Ganzha, ha aggiornato più volte il conteggio durante la notte: inizialmente si parlava solo di due feriti lievi, poi il numero è salito drammaticamente fino a toccare quota otto, inclusi i due minori che sono stati estratti vivi ma sotto choc dagli appartamenti semidistrutti. Tra gli adulti colpiti, tre versano in stato di moderata gravità, mentre gli altri sono stati medicati sul posto per ferite da taglio e contusioni riportate durante la fuga precipitosa verso i rifugi.
La dispersione, quella di una persona di cui ancora non si hanno notizie, aggiunge un alone drammatico a una vicenda che ha dell’incredibile: colpire un condominio addormentato con un’arma a bassa precisione significa infatti giocare con il destino di chi, in quella casa, ci vive da anni. L’attacco, che ha danneggiato anche un fabbricato in disuso e un edificio amministrativo nelle vicinanze, dimostra ancora una volta come la linea del fronte sia ormai labile, spostata arbitrariamente ogni sera dalle mappe dei generali russi nella strategia della "terra bruciata".




