Opas Intesa su Mps, Papa vede l’accelerazione: Bper si prepara al risiko

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rilancio dell’Opas di Intesa su Mps accelera la partita per il controllo della banca senese e apre contemporaneamente uno spazio decisivo per Bper nel risiko bancario italiano. Gianni Franco Papa, amministratore delegato dell’istituto emiliano, considera positiva la nuova mossa di Ca’ de Sass e soprattutto la reazione arrivata dal mercato, che ha premiato i titoli coinvolti nell’operazione. Dal suo punto di vista la direzione imboccata dalla scalata appare coerente con gli obiettivi dell’offerente e, qualora l’acquisizione arrivasse al traguardo, anche Bper passerebbe dall’attuale posizione di spettatore a quella di protagonista del successivo riassetto.

Il rilancio cambia gli equilibri intorno al Monte dei Paschi

La mossa che ha modificato gli equilibri è l’aumento della componente in contanti dell’offerta, ritoccata di 25 centesimi per azione fino a 1,25 euro e accompagnata da 1,6 nuove azioni Intesa per ogni titolo del Monte. Il maggiore esborso cash vale complessivamente circa 800 milioni di euro. A rendere ancora più delicata la posizione dell’attuale vertice senese è arrivato il sostegno di Delfin, primo azionista con circa il 17,6% del capitale, che ha comunicato l’intenzione di aderire all’offerta e di opporsi alle operazioni alternative sottoposte ai soci. La battaglia si concentra così sull’assemblea convocata per il 29 ottobre.

In quella sede Luigi Lovaglio punta a ottenere il via libera alle offerte su Banco Bpm e Banca Generali, operazioni che richiedono una maggioranza qualificata dei due terzi del capitale presente. Il nuovo assetto delle partecipazioni rende più difficile raggiungere quella soglia: oltre alla posizione della holding della famiglia Del Vecchio pesa quella attribuita a Francesco Gaetano Caltagirone, titolare di circa il 13,5%. Le due partecipazioni sommate portano vicino a un terzo del capitale una componente contraria al piano alternativo. L’offerta concorrente è stata inoltre collegata esplicitamente alla bocciatura delle due Ops e della riduzione di capitale prevista per consentire una distribuzione straordinaria agli azionisti.

Bper da spettatore a protagonista del consolidamento bancario

Per Bper la vera partita inizierebbe dopo il completamento dell’acquisizione. Il progetto prevede infatti che una banca composta da 635 filiali del Monte venga trasferita a Unipol e successivamente proposta per una combinazione con l’istituto emiliano. Il passaggio non sarebbe automatico: l’offerta ricevuta dovrebbe essere esaminata dagli organi societari competenti prima dell’eventuale integrazione. È questo secondo tempo dell’operazione che trasformerebbe profondamente dimensioni e presenza territoriale del gruppo, facendone uno degli attori centrali della nuova fase di concentrazione del sistema creditizio italiano.

L’impatto sulla rete sarebbe particolarmente rilevante. L’istituto dispone oggi di circa 2.000 sportelli e, con l’operazione prospettata, arriverebbe nell’area delle 2.650 filiali distribuite sul territorio nazionale. Alla crescita della rete si accompagnerebbero un aumento dei clienti, delle masse gestite e degli impieghi. Per il vertice l’aspetto determinante non è dunque soltanto l’allargamento geografico, ma la maggiore dimensione raggiunta da una banca orientata alla clientela retail, alle famiglie e alle imprese, con una presenza capillare nei territori in cui opera.

Il marchio Monte dei Paschi nel progetto della nuova banca

Il riassetto avrebbe conseguenze anche sull’identità del gruppo. Nel progetto delineato per la combinazione tra gli sportelli destinati a Unipol e Bper, il nuovo conglomerato assumerebbe il nome Banca Monte dei Paschi, mantenendo quindi il marchio storico dell’istituto senese. Papa ha ridimensionato la centralità della questione, indicando come prioritaria la formazione di un soggetto più forte rispetto alla scelta della denominazione. Il piano attribuisce proprio al marchio Mps il compito di identificare la nuova realtà bancaria nata dall’integrazione delle due reti.

Anche i tempi indicati per la seconda fase sono più lunghi rispetto alla battaglia azionaria in corso a Siena. L’amministratore delegato ha collocato orientativamente nel 2028 il possibile ingresso delle filiali nella sfera della banca emiliana, tenendo conto delle autorizzazioni necessarie e dei passaggi societari intermedi. Prima dovrebbe infatti essere completata la cessione del compendio a Unipol, prevista dopo il perfezionamento dell’operazione principale; solo successivamente la compagnia potrebbe formulare la propria proposta agli organi di Bper chiamati a valutarla.

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