Israele-Hamas, raid su Gaza e nuove strategie di evacuazione
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha confermato l’uccisione di Ismail Barhoum, indicato come il nuovo primo ministro di Hamas a Gaza, durante un raid notturno sull’ospedale Nasser di Khan Yunis. Barhoum, ricoverato per le ferite riportate in un precedente attacco, è stato colpito insieme ad altre cinque persone, secondo quanto riportato dall’agenzia palestinese Wafa. L’operazione, definita “di successo” dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, rientra in una serie di azioni mirate contro i vertici del movimento palestinese, che hanno portato alla morte di diversi leader politici e militari negli ultimi mesi.
Parallelamente, Katz ha annunciato la creazione di un “ufficio per l’emigrazione volontaria” destinato ai residenti di Gaza interessati a trasferirsi in Paesi terzi. L’iniziativa, che opererà in coordinamento con organizzazioni internazionali e altri governi, si inserisce in un contesto già delineato dal piano statunitense presentato a febbraio da Donald Trump, che prevedeva lo sfollamento forzato degli abitanti della Striscia verso Egitto e Giordania, oltre alla ricostruzione dell’area in chiave turistico-residenziale.
Intanto, il bilancio delle vittime a Gaza continua a crescere. Dall’inizio del conflitto, i morti hanno superato quota 50.000, con una stragrande maggioranza di civili. Le bombe israeliane, cadute ininterrottamente per 17 mesi, hanno trasformato l’enclave in un teatro di distruzione, dove anche le strutture sanitarie non sono risparmiate. L’attacco all’ospedale Nasser, che ha provocato incendi e danni ingenti, ne è solo l’ultimo esempio.
Sul fronte interno israeliano, la tensione rimane alta. A Gerusalemme, scontri sono scoppiati nei pressi della residenza del premier Benjamin Netanyahu, mentre l’esercito ha ordinato l’evacuazione del quartiere ovest di Rafah, ulteriore segnale di un’escalation che non accenna a placarsi.




