Il Napoli, i nove punti dall'Inter e quella rimonta che non è un miraggio
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Redazione Sport
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La matematica, si sa, nel calcio è un parametro oggettivo, ma la sua interpretazione può diventare terreno di sottili e affascinanti letture. Marco Bucciantini, opinionista di Sky Sport, ha offerto una chiave di volta per comprendere lo stato d'animo che serpeggia in casa Napoli e, per contrasto, in casa Milan, dopo l'ultimo turno di campionato. Il ragionamento del giornalista parte da un paragone eloquente: i nove punti che separano gli azzurri dalla vetta occupata dall'Inter sono, nella sostanza, meno pesanti degli otto che devono recuperare i rossoneri. Un'affermazione che suona come un paradosso solo a un primo, superficiale sguardo, ma che affonda le radici in una serie di variabili tecniche e contingenti. Il Napoli, nonostante il distacco in classifica che alla trentesima giornata lo vede terzo a quota cinquantanove punti, alle spalle del Milan secondo a sessanta e dell'Inter capolista a sessantotto, mostra segni di una vitalità che altrove, e in particolare nella formazione allenata da Massimiliano Allegri, sembra essersi affievolita. La differenza sostanziale, per Bucciantini, risiede nella qualità e nella quantità dei recuperi a disposizione di Antonio Conte. L'inserimento di calciatori del calibro di De Bruyne, magistrale nell'ultima uscita, e il ritorno a pieni giri di Anguissa e McTominay, cambiano radicalmente il volto di una squadra che per larghi tratti della stagione ha dovuto fare i conti con un'infermeria fin troppo affollata.
Il fattore organico e la differenza con il Milan
Se è vero che gli infortuni hanno falcidiato il Napoli per mesi, costringendo Conte a reinventare continuamente il suo centrocampo e il reparto avanzato, è altrettanto vero che proprio in questo periodo dell'anno la rosa a disposizione del tecnico salentino sta raggiungendo una completezza inedita. Come sottolineato dalle cronache sportive, vedere in mediana giocatori come Lobotka affiancati a McTominay e De Bruyne, piuttosto che Elmas o Gilmour con Vergara davanti, rappresenta un cambio di passo qualitativo notevole, che autorizza a formulare pensieri ambiziosi per le ultime nove giornate. Nove partite, ottocentodieci minuti in cui, sulla carta, il Napoli può progettare di vincerle tutte, forte di un organico che torna finalmente a essere competitivo su più fronti. Non è un caso che Michelangelo Rampulla, ex portiere della Juventus e compagno di Conte ai tempi di Marcello Lippi, abbia evocato i fantasmi del passato, ricordando la rimonta del 2002 quando i bianconeri recuperarono sei punti all'Inter nelle ultime cinque gare. Un precedente storico che, sebbene in un contesto diverso, dimostra come l'inerzia di un campionato possa mutare radicalmente quando chi insegue inizia a vincere e chi è davanti incespica. Rampulla, conoscendo bene la mentalità del suo ex compagno, sottolinea come Conte stia lavorando proprio su questo fronte, isolando la squadra dalle pressioni esterne e chiedendo solo di vincere, indipendentemente da ciò che faranno i nerazzurri.
Le parole dalla città e la tabella di marcia
Mimmo Malfitano, intervenuto a Radio Marte, ha provato a tracciare un percorso più concreto, invitando però alla cautela. Il suo ragionamento, incentrato sulla necessità di guardare partita dopo partita, parte dall'analisi del prossimo impegno: il Napoli affronterà il Cagliari in trasferta, un ostacolo insidioso ma sulla carta abbordabile, mentre l'Inter sarà impegnata con la Fiorentina, squadra che, al di là delle sue difficoltà di classifica, rimane un'avversaria temibile per chiunque. È proprio in questi incroci, in queste giornate apparentemente normali, che si decidono i campionati. E se l'Inter dovesse continuare a mostrare un passo non impeccabile, i nove punti di distacco, che oggi sembrano un abisso, potrebbero ridursi rapidamente. L'entusiasmo a Napoli, dopo tre vittorie consecutive, è tornato a livelli palpabili, alimentato anche dal recupero di elementi chiave come Anguissa, la cui assenza si era fatta sentire in modo pesante. Il centrocampista camerunense, insieme a McTominay, garantisce quella fisicità e quelle inserzioni che mancavano, restituendo al reparto la sua identità più autentica.
La strategia comunicativa di Conte e la situazione infortuni
Antonio Conte, dal canto suo, gioca sul filo dell'equilibrio psicologico. Pubblicamente, il suo mantra resta quello di puntare al secondo posto, un obiettivo più concreto e vicino, distante un solo punto e reso ancor più raggiungibile dal prossimo scontro diretto al Maradona contro il Milan di Allegri. Ma dietro le quinte, come raccontano le cronache, l'allenatore leccese è convinto che la rimonta scudetto non sia un'utopia. Soprattutto se il percorso dei nerazzurri continuerà a essere zoppicante e, al contempo, il suo Napoli potrà contare sul recupero di tutti gli effettivi. La gestione degli infortunati è stata fin qui la croce e la delizia della stagione azzurra. Analisti e addetti ai lavori hanno sottolineato come una rosa con un'età media elevata, prossima ai trent'anni, richieda una pianificazione dei carichi ancora più meticolosa per evitare recidive e sovraffaticamenti, un aspetto su cui il club ha dovuto lavorare intensamente. Ora, con i big che tornano a disposizione, il sogno, lecito o meno che sia, può tornare a essere coltivato. La differenza, rispetto al Milan, potrebbe stare proprio in questa capacità di rialzarsi e di ritrovare una quadratura proprio nel momento cruciale della stagione, mentre i rossoneri, reduci da una prestazione opaca all'Olimpico, sembrano aver smarrito quella continuità necessaria per mettere pressione all'Inter.




