Ternana in liquidazione volontaria, l’addio dei Rizzo e la replica di Bandecchi: «Rovineremo chi ha cancellato il club»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’assemblea dei soci della Ternana Calcio, riunitasi lunedì pomeriggio in uno studio notarile di Terni, ha sancito una svolta irreversibile per il club rossoverde: la liquidazione volontaria. Una decisione, quella formalizzata davanti al notaio, che arriva al termine di una giornata già densa di tensioni e sviluppi giudiziari annunciati. L’ex amministratore unico Fabio Forti, figura che per mesi ha retto le sorti societarie in un contesto di crescente difficoltà finanziaria, ha reso noto che la proprietà non aveva alcuna intenzione – né, a quanto pare, la possibilità concreta – di incrementare il capitale sociale per ripianare le perdite accumulate. Le sue dimissioni, dunque, hanno rappresentato il preludio necessario alla delibera di messa in liquidazione, con la conseguente nomina di un professionista esterno, un liquidatore proveniente da fuori provincia, incaricato di gestire la fase di cessazione.

La scelta dei Rizzo e la manifestazione d’interesse dell’imprenditore Pantalloni

La famiglia Rizzo, azionista di riferimento della Ternana, aveva già anticipato nelle scorse settimane – attraverso canali informali poi confermati in sede assembleare – la propria indisponibilità a versare ulteriori risorse. Una posizione, quella dei Rizzo, che di fatto lasciava poco spazio a qualsiasi ipotesi di salvataggio in extremis. Eppure, proprio nel giorno dell’assemblea liquidatoria, è arrivata via Pec una manifestazione di interesse per l’acquisizione della società: a firmarla è stata la Cpi srl, riconducibile all’imprenditore di origini narnesi Carlo Pantalloni. Un gesto, quest’ultimo, che getta un’ombra di ulteriore complessità su una vicenda già di per sé intricata, sebbene al momento non siano emersi dettagli sulla reale consistenza dell’offerta o sulla sua eventuale tempistica.

Bandecchi attacca senza mezzi termini: «I Rizzo hanno cancellato la Ternana, faremo di tutto per rovinarli»

Mentre nello studio del notaio Cirilli si consumava la formalizzazione della liquidazione, a poche centinaia di metri di distanza – precisamente a Palazzo Spada – il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, incontrava squadra e staff tecnico. Un faccia a faccia, quello con i calciatori, dal quale sono uscite parole durissime. «I Rizzo hanno deciso di mettere in liquidazione la Ternana, di cancellare la nostra storia», ha dichiarato Bandecchi uscendo dal palazzo comunale. Poi l’affondo più pesante: «Faremo di tutto per rovinarli». Il primo cittadino non ha nascosto la volontà di intraprendere azioni legali nei confronti della famiglia proprietaria, parlando apertamente di responsabilità – senza però specificare se si tratti di profili civili, penali o amministrativi – e annunciando un doppio binario, tra denunce e tentativi di ripartenza.

Ripartenza dalla Serie D e minacce di cause: il clima rovente attorno al futuro rossoverde

Bandecchi, nel suo intervento a caldo, ha ipotizzato una rifondazione del club a partire dalla Serie D, categoria che rappresenterebbe il gradino più basso da cui ripartire in caso di fallimento o di mancato accordo con la cordata di Pantalloni. Un’eventualità, quest’ultima, che al momento appare tutt’altro che certa, vista la scarsità di informazioni sulla reale capacità finanziaria della Cpi srl. Intorno alla Ternana, insomma, il clima è rovente: da una parte l’ufficialità della liquidazione volontaria, dall’altra la promessa di battaglie giudiziarie da parte del sindaco, che ha già annunciato di voler «rovinare» i Rizzo per quella che definisce una cancellazione programmata del calcio ternano. Nessuna precisazione, per ora, su termini e modalità delle cause, né sui tempi di un eventuale deposito di denunce.

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