Ternana, la beffa dei Rizzo e la corsa contro il tempo del tribunale
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Redazione Sport
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La stagione delle Fere, contrariamente a quanto paventato nei giorni scorsi, non si chiuderà con un’espulsione fulminante dal campo. La Ternana ha ottenuto una tregua decisiva, riuscendo a preservare il titolo sportivo che le consentirà di scendere in campo per le ultime due giornate del girone B e, qualora la posizione in classifica lo permetta, per i successivi playoff. A sbloccare una situazione che appariva ormai compromessa – dopo l’annuncio della messa in liquidazione volontaria da parte della proprietà – è stata un’accelerazione improvvisa degli uffici giudiziari di Terni.
La mossa del tribunale che salva il campionato
Mentre il sipario societario stava per calare definitivamente, il Tribunale di Terni ha concesso quelli che, in gergo sportivo, potremmo definire dei supplementari. Il pericolo concreto, legato alla volontà della famiglia Rizzo di procedere con l’estinzione volontaria del club, avrebbe comportato l’esclusione immediata della squadra dal torneo. Tuttavia, l’intervento tempestivo della sezione fallimentare ha cambiato le carte in tavola. La giudice delegato Claudia Tordo Caprioli ha infatti fissato con estrema urgenza un’udienza per esaminare l’istanza di liquidazione giudiziale (o di fallimento), calendarizzandola per venerdì 17 aprile alle ore 15. Questa procedura, partita prima che la liquidazione volontaria dei Rizzo producesse i suoi effetti più nefasti, di fatto ha sospeso l’esecuzione della decisione della proprietà, garantendo la prosecuzione dell’attività agonistica.
La liquidazione volontaria e la beffa della Camera di commercio
Non è mancato, però, un ulteriore colpo di scena procedurale che dimostra la complessità della vicenda. Nonostante il tribunale avesse già avviato l’iter per la liquidazione giudiziale, nella giornata di oggi è stata protocollata nel registro delle imprese l’istanza di liquidazione volontaria della società rossoverde. Una decisione che i soci della famiglia Rizzo avevano già assunto al termine dell’assemblea di lunedì scorso – e che fino a poche ore fa era rimasta in standby – ma che ora è stata ufficialmente depositata. Un paradosso giuridico che vede la società contemporaneamente destinataria di una potenziale procedura controllata dal giudice e di una volontà chiara dei proprietari di abbattere il sodalizio. Tuttavia, come hanno prontamente specificato gli addetti ai lavori, questo atto registrato in Camera di commercio non avrà conseguenze immediate sulla salvezza temporanea della Ternana: la squadra è comunque attesa regolarmente in campo sabato sera a Sestri Levante contro il Bra.
La trasferta pagata dalla Ternana Women e l’appello del sindaco
Mentre i legali lavorano per districare la matassa finanziaria – con i debiti che gravano sul club e l’incognita su chi li dovrà sostenere – la squadra ha comunque potuto organizzare il ritiro in Liguria. E qui emerge un aspetto particolare di questa vicenda: a garantire la trasferta è stata la Ternana Women, la società di calcio femminile di proprietà del sindaco Stefano Bandecchi. L’ex presidente, che non ha mai nascosto il suo astio per la gestione dei Rizzo, ha di fatto offerto un salvagente logistico alla prima squadra maschile per evitare il forfait. Bandecchi, da parte sua, ha rinnovato l’appello agli imprenditori locali affinché si mobilitino per un futuro ripartenza, ma la realtà dei fatti parla di una famiglia Rizzo che sembra determinata a percorrere fino in fondo la strada dell’estinzione volontaria per liberarsi del peso economico del club.




