Ternana in liquidazione volontaria, salta la cessione e il consiglio comunale perde il numero legale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una giornata nera per il calcio ternano si è consumata ieri, tra lo studio notarile Cirilli dove si è tenuta l’assemblea dei soci e le aule di Palazzo Spada, teatro di una ennesima seduta consiliare finita in tilt. La Ternana Calcio, come confermato dall’amministratore unico Fabio Forti al termine della riunione, ha avviato la procedura di liquidazione volontaria. Una decisione, questa, maturata dopo che la proprietà (la famiglia Rizzo) ha scelto di non procedere alla ricapitalizzazione necessaria per coprire le perdite, lasciando di fatto il club senza ossigeno. "La Ternana è in liquidazione volontaria, non è fallita, io ho rassegnato le dimissioni", ha spiegato Forti, chiarendo che la società non è stata dichiarata fallita, ma che il percorso intrapreso porterà ora alla nomina di un liquidatore.

Un’acquisizione sfumata in poche ore

A rendere la situazione ancora più amara per i tifosi rossoverdi è stata la rapidissima parabola della manifestazione d’interesse presentata dall’imprenditore Carlo Pantalloni, narnese di origine ma attivo in Svizzera. La sua proposta, avanzata nella mattinata di ieri tramite Pec, sembrava poter aprire uno spiraglio in extremis; un incontro a Palazzo Spada con il sindaco Stefano Bandecchi e il direttore generale Mangiarano aveva alimentato le speranze. Tuttavia, queste si sono dissolte nel giro di poche ore. "Le cose sono un po’ complicate – aveva dichiarato Pantalloni – e ho chiesto qualche ora di riflessione perché le cifre non sono quelle che erano state messe sul tavolo". Poco dopo, come riferito da Forti, è arrivata la telefonata di revoca intorno alle 17.45. L’imprenditore ha aggiunto di essersi sentito apostrofare come "una leva del sindaco" da un rappresentante della famiglia Rizzo, una persona che ha dichiarato di non aver mai conosciuto prima.

Caos in consiglio comunale e scenari sportivi

Il tracollo societario ha immediatamente generato ripercussioni politiche e sportive. Nel consiglio comunale di Terni, la maggioranza che sostiene il sindaco Bandecchi è letteralmente andata in frantumi nel momento cruciale della votazione. Quando il primo cittadino ha proposto l’istituzione di tre commissioni speciali d’indagine (una sulla gestione della Ternana e i rapporti con i Rizzo, una sulla presidente della Regione Stefania Proietti, e una sul nuovo ospedale), è venuto a mancare il numero legale. Un fatto simbolico di una crisi di governo ormai conclamata, che ha spinto le minoranze di sinistra a chiedere a gran voce le dimissioni di Bandecchi, evidenziando la sua incapacità di tenere insieme l’assemblea. Sul fronte strettamente calcistico, la situazione è altrettanto drammatica. Il club rischia l’espulsione immediata dal girone B di Serie C. Se le norme federali (NOIF) dovessero essere applicate rigidamente, i risultati della Ternana verrebbero annullati, stravolgendo la classifica: l'Arezzo ne trarrebbe beneficio in chiave promozione, mentre squadre come Livorno e Perugia si giocherebbero i playoff in un contesto completamente diverso.

Le dichiarazioni del sindaco Bandecchi

Al termine di una giornata convulsa, il sindaco Stefano Bandecchi ha incontrato una delegazione di calciatori (tra cui Capuano, Martella e Ferrante) per comunicare loro l’amara realtà. Senza mezzi termini, ha attaccato la proprietà uscente: "I Rizzo hanno deciso di cancellare la storia della Ternana dalla città". Nel dettaglio, ha rivelato l’entità del passivo, parlando di un debito di circa 22 milioni di euro, mentre la famiglia Rizzo avrebbe richiesto 6 milioni (trattabili) al possibile acquirente per cedere il club. "Se aspettano i soldi miei, si possono suicidare anche stasera", ha tuonato Bandecchi, annunciando azioni legali per aggredire i beni personali della famiglia. Quanto al futuro immediato, il primo cittadino ha ipotizzato che, se non dovesse arrivare un miracolo sportivo, qualcuno potrebbe rilevare un titolo per ripartire dalla Serie D, ribadendo però un concetto netto: "Nessuno pagherà i debiti dei Rizzo".

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