Israele bombarda Damasco, colpito il palazzo presidenziale nel caos siriano
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Redazione Esteri
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Mentre la Siria sprofonda in un nuovo vortice di violenza, con l’esercito di Ahmed al-Shara impegnato nella brutale repressione dei civili drusi a Sweida – dove almeno 248 persone sono state uccise – Israele ha sferrato un attacco aereo contro il "Palazzo del Popolo" di Damasco, residenza ufficiale del presidente siriano. L’operazione, confermata dall’Idf (Forze di difesa israeliane), rientra in una strategia di risposta all’escalation nel sud del Paese, dove da giorni si susseguono episodi di sangue.
Non è la prima volta che Tel Aviv colpisce obiettivi sensibili in territorio siriano, ma il bersaglio di questa volta, il quartier generale dello Stato Maggiore nell’area della capitale, segna un’evidente intensificazione delle operazioni. Mercoledì 16 luglio, poco dopo mezzogiorno, un drone israeliano ha centrato l’ingresso dell’edificio, come dimostrano le immagini diffuse dai media locali, in cui si vede una giornalista sorpresa dall’esplosione durante una diretta televisiva. Lo schermo alle sue spalle ha immortalato l’istante dell’impatto, mentre lo studio tremava e la conduttrice, visibilmente scossa, abbandonava precipitosamente la postazione.
L’Idf, nel comunicato ufficiale, ha ribadito di "monitorare attentamente la situazione" e di agire "in linea con le direttive del governo", lasciando intendere che ulteriori interventi non sono esclusi. Intanto, per il secondo giorno consecutivo, i droni israeliani hanno preso di mira la provincia di Sweida, teatro di una feroce offensiva delle truppe di Damasco contro la minoranza drusa




