Rivolta in carcere: detenuti rientrano nelle celle dopo protesta
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Redazione Interno
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Nel carcere fiorentino di Sollicciano, una protesta violenta è scoppiata tra gli ottanta detenuti. La rivolta, che ha incluso l'appiccare delle fiamme, è stata innescata dal suicidio di un giovane detenuto di origine tunisina. Tuttavia, nonostante l'intensità della protesta, non si segnalano feriti.
Il detonatore: il suicidio di un giovane detenuto
Il giovane detenuto, un ventenne di origine tunisina, si è tolto la vita nel carcere di Sollicciano. Era arrivato in Italia con un permesso di soggiorno da minorenne non accompagnato e era entrato in carcere nel 2022. L'associazione "L'altro diritto" lo aveva aiutato a presentare un reclamo giurisdizionale ex articolo 35 bis per lamentare le gravi condizioni del carcere di Sollicciano.
Condizioni critiche nel carcere di Sollicciano
Il carcere di Sollicciano è stato descritto come "una polveriera" a causa delle condizioni di vita dei detenuti. Tra i problemi annosi della struttura ci sono cimici nelle celle e recentemente anche la mancanza di acqua. Questa situazione al limite ha portato a un esposto da parte di una cinquantina di detenuti.
Ripristino dell'ordine
Nonostante la tensione, la situazione è stata riportata sotto controllo con l'intervento della polizia penitenziaria. I detenuti sono stati fatti rientrare nelle loro celle nel corso della notte, ponendo fine alla protesta. La prefettura ha confermato che non ci sono stati feriti nei disordini.




