Marracash e la Barona, il block party che parte da un disegno con i cuoricini: “Lasciaci un autografo per la seconda A”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’erano i riflettori abbaglianti né le coreografie ipercinetiche del calcio, ma l’abbraccio di un quartiere intero che, affacciato ai balconi grigi delle case popolari, ha risposto presente. Sabato scorso, in via Enrico De Nicola, Marracash – o meglio, per chi quelle scale le ha salite ogni giorno, semplicemente Fabio – ha infranto la distanza che separa il divo dall’ex ragazzo del cortile, regalando alla sua Barona un evento che qui abbiamo scelto di chiamare “Marra Block Party”. E mentre l’asfalto ancora umido di domenica rifletteva il silenzio di ritorno, dentro l’Istituto Sant’Ambrogio, quello stesso in cui il rapper ha studiato da bambino, è affiorato il retroscena tenero e clandestino che ha reso possibile la festa: un patto segreto sigillato con un disegno pieno di cuoricini appiccicati sulla lavagna, dove la dirigente scolastica ha dovuto promettere il silenzio più assoluto per non far saltare la didattica.

Il segreto nella stanza dei bottoni: la scuola e il ritorno del re

Mentre migliaia di persone (circa 7.400 paganti) si accalcavano fuori per accaparrarsi un biglietto a 25 euro, pochi sapevano che il vero cuore pulsante dell’organizzazione pulsava dietro le porte della scuola media. La preside, Milca Fiorella Granese, e la sua vice hanno giocato una partita a nascondino con la curiosità di settecento alunni. “Avevamo chiesto alla produzione di tenere un profilo basso – ha rivelato la vicepreside Tiziana Spinelli – perché, se si fosse sparsa la voce che arrivava Marra, non saremmo più riusciti a far lezione”. L’ufficio della dirigente è stato trasformato in camerino per gli ospiti d’onore – Sfera Ebbasta ed Elodie su tutti – arredato con divani e specchi, mentre l’auditorium accoglieva la macchina organizzativa.

Tutto questo, va detto, non è stato solo un gesto dal sapore nostalgico, ma un’operazione economica precisa a favore del territorio. L’incasso, che ha sfiorato i 230mila euro al netto dei costi di produzione sostenuti dagli sponsor, sarà interamente devoluto alla riqualificazione dei campi sportivi dell’istituto, trasformando un concerto in un vero e proprio cantiere sociale. “Noi ti prestiamo la nostra aula, ma tu lasciaci un autografo per la seconda A”: la richiesta ironica dei piccoli studenti è stata la chiave di volta di un affare in cui la Barona ha prestato le sue mura, ricevendo in cambio un futuro di basket e atletica.

Fabio, il quartiere e la rabbia trasformata in energia

Sul palco, l’emotività è stata a tratti paralizzante per lo stesso artista, che di solito mastica decine di migliaia di spettatori negli stadi. “Sono più emozionato adesso di quando ho fatto San Siro”, ha confessato Marracash in presa diretta, rompendo la quarta parete con una sincerità disarmante. Non era la solita manfrina autocelebrativa a cui a volte l’hip hop ci ha abituato, ma un’immersione totale nelle storie che hanno forgiato il suo immaginario: i campetti di cemento, le fughe, le “cazzate” da ragazzini pieni di rabbia. “Questo quartiere – ha spiegato al pubblico – a volte ti fa sentire una vittima. Poi ho capito che bisogna cambiare la rabbia in energia e prendersi le proprie responsabilità”.

E mentre la folla cantava “Bastavano le briciole” (un manifesto che parla delle valigie in tre e delle origini siciliane) e il repertorio più tamarro come “Badabum Cha Cha”, il cui video fu girato proprio lì, la festa ha assunto i contorni di un rituale collettivo. Dai tetti e dalle finestre dei palazzoni grigi, intere famiglie – compresi i bambini della primaria che non avevano il biglietto – hanno assistito allo spettacolo come fossero a teatro. La vera ciliegina, però, è arrivata a sorpresa quando, dopo anni di silenzio sul palco insieme, è comparsa Elodie.

“Niente canzoni d’amore” e l’abbraccio con Elodie

“Fate un bell’applauso per Elodie, che è una bandita come noi. Ti voglio bene”. Con queste parole, Marracash ha accolto l’ex compagna sul palco, innescando uno dei momenti più virali della serata. Da cinque anni, ormai, la loro storia intensissima è finita, eppure le parole scritte dieci anni fa in “Niente canzoni d’amore” (“La nostra storia che non finisce mai di finire / Senza chiamarsi tutti i giorni con niente da dire”) hanno trovato una nuova incarnazione, più matura e distesa. L’abbraccio tra i due, immortalato da migliaia di smartphone, non ha avuto la teatralità del gossip patinato, ma la rara autenticità di chi ha trasformato una relazione privata in un ricordo condiviso con il quartiere.

A dare il cambio agli headliner, però, ci hanno pensato anche le nuove leve. Ex alunni della stessa scuola, oggi rapper emergenti come Mimmoflow, xMikeyi e R1mka, si sono esibiti sotto lo sguardo divertito degli ex professori, uno dei quali non ha resistito a ricordare loro il vecchio vizio: “Tira su quei pantaloni”. Il cerchio si è chiuso lì, in via De Nicola, dove il “King del rap” ha dimostrato che la vera popolarità non si misura in streaming, ma nella capacità di ricordare da dove si viene.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.