Firmato il contratto delle Funzioni locali, 140 euro in più e più lavoro agile
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Redazione Interno
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La fumata bianca, attesa per lungo tempo, ha finalmente sbloccato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il comparto delle Funzioni Locali, che riguarda, complessivamente, circa 430 mila dipendenti pubblici. L’accordo, siglato per il triennio 2022-2024, porta con sé un incremento economico significativo, il quale, sebbene sia stato al centro di aspre discussioni, rappresenta un punto fermo dopo una trattativa protrattasi oltre i tempi previsti. Le buste paga, di conseguenza, vedranno un aumento medio mensile lordo di 136,76 euro, una somma che, estesa alle tredici mensilità, corrisponde a un incremento complessivo del 5,78 per cento sul monte salari di riferimento.
La rottura del fronte sindacale
A caratterizzare le ultime fasi della trattativa, che hanno preceduto la firma definitiva, è stata una frattura in seno al fronte sindacale. Il sodalizio tra Cgil e Uil, il quale aveva fino a quel momento impedito la sottoscrizione dell’intesa, si è infranto quando la Uil FPL, guidata da Pierpaolo Bombardieri, ha deciso di accettare la proposta avanzata dall’Aran, l’agenzia governativa per la contrattazione presieduta da Antonio Naddeo. Questa scelta, che ha di fatto isolato la Cgil, è stata determinante per sbloccare una situazione di stallo che si prolungava da mesi, consentendo così di giungere all’approvazione del nuovo contratto.
Gli elementi chiave dell'accordo
Oltre all’aumento salariale, che comporterà anche il versamento di arretrati per un ammontare complessivo di 2.300 euro, l’intesa introduce misure importanti sul versante dell’organizzazione del lavoro. Viene infatti potenziato il lavoro agile, estendendone i giorni fruibili, con una particolare attenzione – è doveroso sottolinearlo – per i dipendenti che si trovano in condizioni di fragilità. A ciò si aggiunge l’istituzione di un Fondo aggiuntivo, da 100 milioni di euro, destinato a integrare le risorse per il personale, e la conferma di agevolazioni ormai consolidate, come la possibilità di usufruire dei buoni pasto anche durante i periodi di smart working.
La prospettiva sul futuro triennio
Elemento non secondario, e che ha costituito una condizione essenziale per la firma da parte della Uil, è stato l’impegno formale della controparte datoriale ad avviare, in via quasi contestuale, le trattative per il rinnovo del successivo accordo, quello relativo al triennio 2025-2027. Una promessa, questa, che è stata rafforzata dall’intervento diretto del ministro per la Pubblica Amministrazione, il quale ha garantito non solo la volontà di ripartire immediatamente con il nuovo negoziato, ma anche lo stanziamento di ulteriori 150 milioni di euro, attraverso la manovra economica, finalizzati a potenziare le indennità del personale a partire dal 2027.




